martedì 26 aprile 2011
mercoledì 20 aprile 2011
Pigiama party in Ritardo
La paura di sentirsi soli supera di gran lunga la solitudine stessa.
E ieri erano le diciotto e quarantasette e vederti piangere mi ha fatto morire. Ma ero morta anche la mattina. Anche alle diciassette e cinquantatre morivo.
A mezzanotte ho capito che ora posso solo morire dentro, perchè ci sono troppi motivi, o forse solo due, per cui bisogna esser vivi.
E ieri erano le diciotto e quarantasette e vederti piangere mi ha fatto morire. Ma ero morta anche la mattina. Anche alle diciassette e cinquantatre morivo.
A mezzanotte ho capito che ora posso solo morire dentro, perchè ci sono troppi motivi, o forse solo due, per cui bisogna esser vivi.
giovedì 7 aprile 2011
I tuoi Quadri infranti
Oggi i tuoi occhi erano più rossi del solito.
Vorrei esserti d'aiuto come nessuno può. Vorrei abbracciarti ogni giorno perchè anche tu hai un buon profumo. Sorridi di tristezza mentre mi mostri foto del passato, alcune quasi scolorite. Mi parli, mi parli tanto, mi parli da mesi ormai, e io piango quando ti penso perchè lo sento davvero quello che hai dentro, anche se hai qualche anno in più dei miei, e io di come vanno le cose non ci ho mica capito nulla. Mia madre dice che sono come te, ma almeno io dovrei cercare di essere diversa. Non è possibile, non lo sarà mai. Abbiamo la stessa poca voglia di volerci bene. Intanto le foto sono tante, e dietro ognuna hai scritto un momento. C'è una con dietro 'estate '89->indimenticabile!' Ti ho visto mentre scrivevi con la penna arancione dietro quella foto, ti sei divertita tanto. Poi hai preso decisioni così sbagliate che te le porti ancora dietro, insieme al peso del silenzio e degli schiaffi, anche quelli silenziosi.
Mi hai detto che alcune foto le hai tolte dagli album, e le avevi tenute da parte. E avevi diciotto anni e le hai ancora da parte e ci pensi ancora a quelle foto. Usi esclamazioni come le mie per dirmi è tutto il contrario di ciò che ti dico, ma ormai è passato troppo tempo. E questo non è un film, non è un libro, non è un cazzo se non la vera realtà dove 'non è mai troppo tardi' non esiste.
Ma anche tu avevi diciannove anni.
Anche tu hai perso la testa.
E sei bella, ma non lo capiscono. I tuoi occhi di fronte al sole hanno mille colori. Colori che vanno bene in tutte le stagioni.
I tuoi quadri infranti.
Poi c'è tua madre che ti abbraccia mentre sei piccola e nuda su di una spiaggia. Anche tua madre è bella. Tua madre è come la mia. Perfetta con tutti i difetti. Tua madre io l'ho anche vista in video, era il millenovecentosessanta credo, non aveva ancora figli ed era perfetta anche quando camminava. La videocamera di un tempo mi fa pensare che gli affetti erano molto più veri allora che adesso. Tua madre quando sorride mi fa pensare alla mia. Anche la sua pelle abbronzata fa pensare alla mia mamma. La mia è una storia di donne piccole ma immense dentro.
Sfogliando ci siamo anche io e mia sorella. Mia sorella è biondissima, avrà tre anni, ha le guance rosse e gli occhi azzurri, brillano. Io sono più grande, ho un bel vestito grigio e bianco con la gonna che quando giro si gonfia.
Andando ancora indietro hai ventidue anni, e mentre io ho qualche mese e rido per la torta mio padre ha i baffi, mi guarda e con gli occhi dice che è felice di avermi. Poi non so perchè, ma ha smesso di chiamarmi solo per abbracciarmi e darmi un bacio. E si, ho tutto, ma non i suoi abbracci.
Ancora c'è il duomo di Amalfi, ho fatto le foto perchè ho sempre detto di volermi sposare li, alla fine A l'ha fatto anche senza me. Avevi diciannove anni. Avevo quarant'anni.
Ti ho vista star male una notte alle due e qualche minuto fumando una sigaretta, io e D eravamo con te, ridevi solo in quelle notti in bianco per metà. Odiavo starti lontana ma non riuscivo a starti troppo vicina.
Ti ho vista felice sulla sabbia di Positano seduta con i tuoi figli e le nuvole che se ne andavano via. Potessi avrei fermato il tempo, e avrei continuato a correre con loro e il sole che si faceva sempre più caldo.
Sai, forse nessuno riesce a capirti perchè non hanno diciannove anni come noi.
Vorrei esserti d'aiuto come nessuno può. Vorrei abbracciarti ogni giorno perchè anche tu hai un buon profumo. Sorridi di tristezza mentre mi mostri foto del passato, alcune quasi scolorite. Mi parli, mi parli tanto, mi parli da mesi ormai, e io piango quando ti penso perchè lo sento davvero quello che hai dentro, anche se hai qualche anno in più dei miei, e io di come vanno le cose non ci ho mica capito nulla. Mia madre dice che sono come te, ma almeno io dovrei cercare di essere diversa. Non è possibile, non lo sarà mai. Abbiamo la stessa poca voglia di volerci bene. Intanto le foto sono tante, e dietro ognuna hai scritto un momento. C'è una con dietro 'estate '89->indimenticabile!' Ti ho visto mentre scrivevi con la penna arancione dietro quella foto, ti sei divertita tanto. Poi hai preso decisioni così sbagliate che te le porti ancora dietro, insieme al peso del silenzio e degli schiaffi, anche quelli silenziosi.
Mi hai detto che alcune foto le hai tolte dagli album, e le avevi tenute da parte. E avevi diciotto anni e le hai ancora da parte e ci pensi ancora a quelle foto. Usi esclamazioni come le mie per dirmi è tutto il contrario di ciò che ti dico, ma ormai è passato troppo tempo. E questo non è un film, non è un libro, non è un cazzo se non la vera realtà dove 'non è mai troppo tardi' non esiste.
Ma anche tu avevi diciannove anni.
Anche tu hai perso la testa.
E sei bella, ma non lo capiscono. I tuoi occhi di fronte al sole hanno mille colori. Colori che vanno bene in tutte le stagioni.
I tuoi quadri infranti.
Poi c'è tua madre che ti abbraccia mentre sei piccola e nuda su di una spiaggia. Anche tua madre è bella. Tua madre è come la mia. Perfetta con tutti i difetti. Tua madre io l'ho anche vista in video, era il millenovecentosessanta credo, non aveva ancora figli ed era perfetta anche quando camminava. La videocamera di un tempo mi fa pensare che gli affetti erano molto più veri allora che adesso. Tua madre quando sorride mi fa pensare alla mia. Anche la sua pelle abbronzata fa pensare alla mia mamma. La mia è una storia di donne piccole ma immense dentro.
Sfogliando ci siamo anche io e mia sorella. Mia sorella è biondissima, avrà tre anni, ha le guance rosse e gli occhi azzurri, brillano. Io sono più grande, ho un bel vestito grigio e bianco con la gonna che quando giro si gonfia.
Andando ancora indietro hai ventidue anni, e mentre io ho qualche mese e rido per la torta mio padre ha i baffi, mi guarda e con gli occhi dice che è felice di avermi. Poi non so perchè, ma ha smesso di chiamarmi solo per abbracciarmi e darmi un bacio. E si, ho tutto, ma non i suoi abbracci.
Ancora c'è il duomo di Amalfi, ho fatto le foto perchè ho sempre detto di volermi sposare li, alla fine A l'ha fatto anche senza me. Avevi diciannove anni. Avevo quarant'anni.
Ti ho vista star male una notte alle due e qualche minuto fumando una sigaretta, io e D eravamo con te, ridevi solo in quelle notti in bianco per metà. Odiavo starti lontana ma non riuscivo a starti troppo vicina.
Ti ho vista felice sulla sabbia di Positano seduta con i tuoi figli e le nuvole che se ne andavano via. Potessi avrei fermato il tempo, e avrei continuato a correre con loro e il sole che si faceva sempre più caldo.
Sai, forse nessuno riesce a capirti perchè non hanno diciannove anni come noi.
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