Quando Magritte verrà a prendermi io indosserò il mio vestito migliore, fumerò una sigaretta e farò finta di non sorridere. Lui mi porterà a Bruxelles, o forse mi farò trovare già lì, non lo so, dobbiamo ancora decidere. In ogni caso allestiremo una mostra insieme.
Negli anni '50 possiamo ancora fumare nei luoghi al chiuso. Io ho dei tacchi che fanno un eco che rimbomba sordo ogni volta che entro in una stanza, almeno tutti sapranno che sono lì. Parlerò per giorni delle assurdità che sono così normali e noiose, mentre loderò la normalità e le persone che sanno usarla bene.
Non voglio laurearmi in Cinese, e Magritte questo lo sa, per questo sono a Bruxelles con lui. Non sono triste, non più. Non conosco nessuno in questa città, vero. Ma ho la possibilità di farlo dal momento che nemmeno loro conoscono me. Nessuno sa niente, nessuno è curioso. Solo incontri casuali ma piacevoli. Non esistono social network, email, cellulari, promozioni telefoniche che ti permettono di chiamare ad un centesimo al minuto. Cartoline o lettere sporadiche ai pochi che sono rimasti in Italia domandandosi come stia. Scoprire cos'è l'amore, capire che è un compromesso, accettarlo e buttarmi in un amplesso infinito con l'arte.
Grazie René, vuoi una sigaretta?
No, ma porta l'ombrello, questa sera pioveranno uomini dal cappotto nero nel mio appartamento.
lunedì 18 novembre 2013
Iscriviti a:
Post (Atom)
