Stanotte leggevo delle stampe inviate a me non si sa come, con testi di canzoni a me sconosciuti e alcune parole erano cerchiate con la matita nera. Ho letto quello che immaginavo questa persona mi dicesse. You renounce, you wrong, hai perso.
Tutti erano sorpresi ma io no, ed ero contenta, perchè qualcuno mi stava ancora odiando. Io non ho perso nulla, e tantomeno nessuno, pensavo. Poi mi giro verso destra e vedo D. che sorride e ho voglia di morire nelle sue braccia come i pomeriggi di quando fa caldo e lui mi abbraccia e mi riscalda.
Allora penso che la mia vita sia perfetta, poi penso che non è perfetta e mi piace per questo. Penso che c'era una donna adulta con i capelli neri con cui sarei andata volentieri a cena quella sera, che poi era un'altra sera, ma un'inondazione ci aveva bloccate su una nave tutti stretti come gli immigrati. Mi sono sentita un'immigrata anche io. Ho pensato che fosse la metafora del mio cuore. Il mio cuore stretto su una nave. Il mio cuore era identico a me. Ed entrambi non avevamo paura di morire, perchè sapevamo che non saremmo mai morti, perlomeno mai fino a quando la mia/nostra morte davvero sarebbe avvenuta. Ma che cosa pensavamo? Boh, io non lo capisco. Ma il mio cuore, come me, non soffre di claustrofobia, al contrario odia spazi aperti in solitudine.
Allora ho pensato che era meglio svegliarsi e lasciare le fobie ai sogni, lascio i diciassette anni, le stampe con parole cerchiate, le persone che mi odiano, anche quelle che mi amano, eccetto una.
Sono una pazza, c'è anche chi me lo urla. Ma sono una pazza innamorata, e a morire ci metterei poco se ne avessi voglia.
giovedì 14 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
Sei una povera disperata che crede nella tristezza degli psicofarmaci e che ha voluto perdere molte occasioni di essere felice. Ora gradirei tu stessi soffrendo, perchè ti odio con tutto me stesso. No, a me non interessa essere felice adesso, anche se lo sono, davvero. Ma godrei molto di più nel vederti marcire nei tuoi stessi errori perchè è facile alla fine di una vita dare la colpa a qualcun altro. Brucerei viva la tua pelle di porcellana e quel viso in cui sono l'unica persona che vede cattiveria. Tutti ti compatiscono, ti ammirano, ti vogliono bene. Io ti amavo, lo sai questo? Lo sai che mentre gli altri ti lasciavano sola io già ti pensavo? Ma a te non interessa, sei tranquilla con lo xanax nello stomaco e la graffite sulle gambe.
Già, per tutta la vita vorrei vederti felice solo con me. Ed io senza te.
..direbbe qualcuno.
Già, per tutta la vita vorrei vederti felice solo con me. Ed io senza te.
..direbbe qualcuno.
domenica 3 luglio 2011
Plastici in cartone
Sembrava una poesia scritta con il pennarello viola su di un quaderno verde per la troppa noia e l'eccessiva nostalgia di qualcosa che alla fine sarebbe diventato mio.
Solo per poco, ma mio.
Solo per poco, ma mio.
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