Ciao, sono le diciotto e cinquantuno e io sono in viaggio per L'Aquila. Sono contenta, libera da Storia della Cina, e mi batte forte il cuore, che non è una metafora, ma un dato di fatto.
Domani mattina ri-parto, me ne vado ad Amsterdam e spero di non tornare più.
Amen.
lunedì 28 febbraio 2011
giovedì 24 febbraio 2011
Forse in questa casa nessuno si accorge delle pillole che restano sul tavolo dopo pranzo.
In un'altra casa sanno anche come cacciare via il male che si vede e far entrare il bene percettibile solo all'udito.
Qui restano le pillole invece. È pieno di pillole.
E oggi è un giorno senza persone e di transizione. E di pillole.
In un'altra casa sanno anche come cacciare via il male che si vede e far entrare il bene percettibile solo all'udito.
Qui restano le pillole invece. È pieno di pillole.
E oggi è un giorno senza persone e di transizione. E di pillole.
mercoledì 23 febbraio 2011
'hai la faccia deturpata' fa lei.
'hai il cuore andato a male' fa l'altra lei.
'ma sono felice.'
'ma sono bella.'
'come puoi esserlo con gli occhi che sanguinano e la bocca che grida?'
'non lo so. Faccio finta non esista dolore.'
'e tu ce l'hai un cuore?'
'si.'
'è rovinato. Lo so.'
'E tu perché sei felice?'
'perché l'insensibilità mi rende tale. Ho solo un problema.'
'non dirlo.'
'ti amo. Anche con il cuore rovinato.'
'e sei felice anche di questo?'
'no, amarti è il problema.'
Dovevamo prometterci di giocare e basta la prima volta che facemmo l'amore nei motel a poco prezzo, quando bastava poco per sentirsi Verlaine. Il fumo ci ha fatto innamorare di ciò che non siamo. Sei contenta ora che due donne si sono uccise per la seconda volta? Sei contenta mentre mi vedi respirare a fatica e mi tagli tutta l'aria che ho trasformandola in molecole di buio? Il buio delle nostre macchine. Il nero dei graffi mentre cercavo di strapparti la pelle bianca. Bianca come la sabbia senza mare. E così anche io. Un'immensa spiaggia senza acqua. A chi pensi interesserebbe, se non a te e al tempo che non tornerà più?
Questa cosa è stata scritta molto, forse moltissimo tempo fa. Di notte, senza sonno, con una penna blu.
Sono le quattordici e diciotto, e non mi va ancora di studiare.
'hai il cuore andato a male' fa l'altra lei.
'ma sono felice.'
'ma sono bella.'
'come puoi esserlo con gli occhi che sanguinano e la bocca che grida?'
'non lo so. Faccio finta non esista dolore.'
'e tu ce l'hai un cuore?'
'si.'
'è rovinato. Lo so.'
'E tu perché sei felice?'
'perché l'insensibilità mi rende tale. Ho solo un problema.'
'non dirlo.'
'ti amo. Anche con il cuore rovinato.'
'e sei felice anche di questo?'
'no, amarti è il problema.'
Dovevamo prometterci di giocare e basta la prima volta che facemmo l'amore nei motel a poco prezzo, quando bastava poco per sentirsi Verlaine. Il fumo ci ha fatto innamorare di ciò che non siamo. Sei contenta ora che due donne si sono uccise per la seconda volta? Sei contenta mentre mi vedi respirare a fatica e mi tagli tutta l'aria che ho trasformandola in molecole di buio? Il buio delle nostre macchine. Il nero dei graffi mentre cercavo di strapparti la pelle bianca. Bianca come la sabbia senza mare. E così anche io. Un'immensa spiaggia senza acqua. A chi pensi interesserebbe, se non a te e al tempo che non tornerà più?
Questa cosa è stata scritta molto, forse moltissimo tempo fa. Di notte, senza sonno, con una penna blu.
Sono le quattordici e diciotto, e non mi va ancora di studiare.
lunedì 14 febbraio 2011
Mi rilassa guardarlo mentre non mi guarda e non mi pensa. E' realtà. E' pulizia. E' stupore se in quel film bevono vodkatini a pranzo con la carne. E' un gran bordello. E' davVero.
E quando fuori ci sono troppi pochi gradi e io non sento freddo mentre fumo ininterrottamente e senza un perchè, è li che capisco che anche se siamo fatti di carne e cattiveria profumiamo come i vivi. O forse non nasciamo ancora. Ma di sicuro la morte non è nostra. Come l'ebrezza che i lunedì sera di vino e divani bianchi non ci tocca, nemmeno da lontano.
E quando fuori ci sono troppi pochi gradi e io non sento freddo mentre fumo ininterrottamente e senza un perchè, è li che capisco che anche se siamo fatti di carne e cattiveria profumiamo come i vivi. O forse non nasciamo ancora. Ma di sicuro la morte non è nostra. Come l'ebrezza che i lunedì sera di vino e divani bianchi non ci tocca, nemmeno da lontano.
giovedì 10 febbraio 2011
Ventiquattroretinedipersonediverseinunsoloocchio
Sono le quattordici e trentatrè e non sono in biblioteca oggi, no. Fra un'ora prendo il treno e me ne torno a casa. Già, non a L'Aquila, ma a casa. Perchè se la mia casa fosse qui, e ci fosse dentro sanche D io potrei non desiderare nulla di più.
Ho le valige pronte ma i libri ancora sul tavolo per poter dire di aver studiato fino all'ultimo. Sono contenta perchè i miei capelli sono particolarmente belli, a parte per una bionda ciocca bruciata. Indosso la maglia dei Baustelle comprata all'ultimo concerto a Naples, quando ero con D, e c'era anche P con S che poi vallo a pensare che S sarebbe stato il mio ulteriore zio ma questo shh nessuno lo sa, nemmeno loro due. Ho la sciarpa che G mi ha regalato per il compleanno con un biglietto allegato dove c'è scritto che mi vuole bene. Era la prima volta che me lo diceva, io ho smesso di dirlo. Ma quando certe cose le fa lei mi viene da sorrider perchè a lei non l'ho detto, ma io le voglio bene dalla prima lezione di cinese a cui siamo andate insieme.
E non so perchè mi stia descrivendo, mi andava. Faorse perchè stamattina mi sento be(-lla)ne. Forse anche grazie alla profesoressa di SDC che mi risponde gentilmente alle mail dicendomi di ricordarle all'appello di poter fare l'esame prima.
Ora sono le quattordici e trentanove e penso che mi piace stare qui, e mi dispiace un pò partire. Ma insomma, vado a Casa.
Stanotte ho parlato con una persona importante che non mi rispondeva, ma mi ascoltava, lo notavo anche se non la vedevo bene, anzi proprio per niente. Le ho promesso che mi comporterò bene, anche se poi ho pensato che è una promessa fatta tante volte, ma mai fatta ad una persona del genere. Sorrido.
C'è anche il sole qui e mi piace mettere gli occhiali da sole d'inverno.
Mi piace abbracciare e dare baci a mia nonna, che fuma di nascosto lasciando le sigarette a metà. Eppure io sapevo che faceva male.
Mi piace deturparmi le tempie, bruciarmi la pelle anche mentre cammino per la strada. Anche se tutti mi sgridano.
Penso sempre a quella persona che ad altri ha detto di chiedermi cosa fosse successo quest'estate. Mi hanno nominato un portone ed un albero. Ci penso spesso. Questa persona ha anche detto che non è fondamentale che io risponda, l'importante è che sappia che c'è chi mi aiuta. Mi sento difesa dal mondo, più forte. E sorrido.
Sorrido forse perchè alla resa dei conti di importante ne è rimasto ben poco (e ben pochi), ma non mi accontento, no. Ne gioisco proprio.
Ho le valige pronte ma i libri ancora sul tavolo per poter dire di aver studiato fino all'ultimo. Sono contenta perchè i miei capelli sono particolarmente belli, a parte per una bionda ciocca bruciata. Indosso la maglia dei Baustelle comprata all'ultimo concerto a Naples, quando ero con D, e c'era anche P con S che poi vallo a pensare che S sarebbe stato il mio ulteriore zio ma questo shh nessuno lo sa, nemmeno loro due. Ho la sciarpa che G mi ha regalato per il compleanno con un biglietto allegato dove c'è scritto che mi vuole bene. Era la prima volta che me lo diceva, io ho smesso di dirlo. Ma quando certe cose le fa lei mi viene da sorrider perchè a lei non l'ho detto, ma io le voglio bene dalla prima lezione di cinese a cui siamo andate insieme.
E non so perchè mi stia descrivendo, mi andava. Faorse perchè stamattina mi sento be(-lla)ne. Forse anche grazie alla profesoressa di SDC che mi risponde gentilmente alle mail dicendomi di ricordarle all'appello di poter fare l'esame prima.
Ora sono le quattordici e trentanove e penso che mi piace stare qui, e mi dispiace un pò partire. Ma insomma, vado a Casa.
Stanotte ho parlato con una persona importante che non mi rispondeva, ma mi ascoltava, lo notavo anche se non la vedevo bene, anzi proprio per niente. Le ho promesso che mi comporterò bene, anche se poi ho pensato che è una promessa fatta tante volte, ma mai fatta ad una persona del genere. Sorrido.
C'è anche il sole qui e mi piace mettere gli occhiali da sole d'inverno.
Mi piace abbracciare e dare baci a mia nonna, che fuma di nascosto lasciando le sigarette a metà. Eppure io sapevo che faceva male.
Mi piace deturparmi le tempie, bruciarmi la pelle anche mentre cammino per la strada. Anche se tutti mi sgridano.
Penso sempre a quella persona che ad altri ha detto di chiedermi cosa fosse successo quest'estate. Mi hanno nominato un portone ed un albero. Ci penso spesso. Questa persona ha anche detto che non è fondamentale che io risponda, l'importante è che sappia che c'è chi mi aiuta. Mi sento difesa dal mondo, più forte. E sorrido.
Sorrido forse perchè alla resa dei conti di importante ne è rimasto ben poco (e ben pochi), ma non mi accontento, no. Ne gioisco proprio.
mercoledì 9 febbraio 2011
Razzi, arpia a danni miei.
L'altra sera ho pianto ininterrotamente al telefono con mia madre e le ho chiesto scusa, ma era con te che dovevo farlo. E per trentasei minuti, nonostante il dolore nella testa e le incomprensioni sotto sale, ho avuto quello che davvero desideravo. Mia madre. Tre coperte. Il mascara. Le lacrime solo per lei.
Mamma.
Sento il tuo profumo quando piango, quando rido, quando studio in biblioteca tutte le dinastie cinesi senza ricordarmene una.
Mamma.
Ti disegnerei con un pennello intinto nel mio sangue.
Mamma.
Sei così bella che aumenti la mia misantropia. Tutto il bene lo lascio a te.
E' che sai, odio tutti. Voglio solo te.
Shhh, fammi piangere ancora un pò.
Dormiamo questa notte abbracciate mentre ti accarezzo la pancia e respiro la tua aria?
Ma siamo lontane.
Allora fammi promesse, come solo tu sai mantenerle.
Ci hanno rovinato troppo per avere ancora fiducia.
Non esistono gli amici. Anche se ne hai abbastanza da poter dire di averli.
Ma esistono i segreti. E le lacrime di legno, che se cadono non si rompono.
Mamma.
Sento il tuo profumo quando piango, quando rido, quando studio in biblioteca tutte le dinastie cinesi senza ricordarmene una.
Mamma.
Ti disegnerei con un pennello intinto nel mio sangue.
Mamma.
Sei così bella che aumenti la mia misantropia. Tutto il bene lo lascio a te.
E' che sai, odio tutti. Voglio solo te.
Shhh, fammi piangere ancora un pò.
Dormiamo questa notte abbracciate mentre ti accarezzo la pancia e respiro la tua aria?
Ma siamo lontane.
Allora fammi promesse, come solo tu sai mantenerle.
Ci hanno rovinato troppo per avere ancora fiducia.
Non esistono gli amici. Anche se ne hai abbastanza da poter dire di averli.
Ma esistono i segreti. E le lacrime di legno, che se cadono non si rompono.
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