giovedì 30 dicembre 2010
lunedì 27 dicembre 2010
Dal basso dei tuoi trentanove anni dici che t'hanno detto che non sei sola. Che quando sei in casa la percepisci anche tu la non-solitudine. Mi piacciono le tue lacrime, mi piace il bene che vuoi a tua sorella. Mi piace abbracciarti come fossi un'amica e sentire il tuo profumo simile a quello di mia madre. No, non sei un'amica, e te lo dico che di amiche io non ne ho bisogno. Me ne basta una ormai, ma non ho bisogno di vere amiche. Ho piuttosto bisogno di persone. Tu sei una di quelle. Ora che ci penso sei l'unica. Ma mi piace vederti piangere sentimenti ingabbiati come poeti che hanno voglia di scrivere ma non hanno una penna. E lo ammetto, ho paura quando mi racconti di chi è scomparso troppo presto ma resta comunque con noi, però mi piace allo stesso tempo. Capisco qualunque cosa tu voglia e mi dica, davvero. Non voglio appoggiarti, e nemmeno il contrario. Vorrei fossi felice e so che non lo sei se non poche volte. Se non quando i tuoi figli giocano con i dinosauri di gomma e ridono chiedendoci di far loro sempre più solletico. I figli dai capelli biondi e gli occhi azzurri come mia sorella. Chissà da dove sono usciti, ci chiediamo. Se lo chiedono tutti. Bambini svedesi deportati nella provincia di Caserta.
Tuo padre nei sogni ti dice che non sei sola, che ti aiuta, che ci vuole pazienza e ti accarezza la pancia. Te lo dice anche qualcunaltro con il nome bello. Allora penso che anche io non sono sola, che quando ne avrò bisogno c'è chi aiuterà anche me. Al di fuori di ogni dio ed ogni cielo. Tu non parli di questo.
Io nel frattempo continuo a deturparmi le tempie che mi bruciano. Sono una piromane di me stessa, e del tempo che mi danno.
Tuo padre nei sogni ti dice che non sei sola, che ti aiuta, che ci vuole pazienza e ti accarezza la pancia. Te lo dice anche qualcunaltro con il nome bello. Allora penso che anche io non sono sola, che quando ne avrò bisogno c'è chi aiuterà anche me. Al di fuori di ogni dio ed ogni cielo. Tu non parli di questo.
Io nel frattempo continuo a deturparmi le tempie che mi bruciano. Sono una piromane di me stessa, e del tempo che mi danno.
venerdì 17 dicembre 2010
Tu non ricordi, o forse non lo sai
ma scrivevo frasi di dolore
col nero, o con il verde
forse anche con la penna perchè faceva un pò più male
scrivevo i tuoi capelli sul mio collo
le tue mani sulla mia pancia
ma mi piaceva più la tua, di pancia
mi piaceva anche quello che c'era dentro
una vita intera in cui io non c'ero
perchè non hai mai voluto vedere ciò che c'era dentro me?
mi sento rovinata dalle parole e dal tempo
dalle mani colpevoli
dalle ragazze con la pelle di latte
l'immaturità che sembra sempre degli altri non mi rende migliore
voglio solo amarLo come non si è mai fatto con nessuno
Lo amo come non si è mai fatto con nessuno
con il cuore sempre acceso
le converse con i buchi
e le sciarpe di lana danesi
poche sigarette stavolta
giusto quelle per la pausa lezione
i week end pieni di neve non ci permettono di vederci
non vedo l'ora di regalargli le mie mani per Natale
il colore dello smalto blu come le vene che indossiamo mi fa più bella
questo mi dici
io ti dico che ti amo
mi piace
scusa, potessi morirei da marzo a giugno
a sangue freddo
ma scrivevo frasi di dolore
col nero, o con il verde
forse anche con la penna perchè faceva un pò più male
scrivevo i tuoi capelli sul mio collo
le tue mani sulla mia pancia
ma mi piaceva più la tua, di pancia
mi piaceva anche quello che c'era dentro
una vita intera in cui io non c'ero
perchè non hai mai voluto vedere ciò che c'era dentro me?
mi sento rovinata dalle parole e dal tempo
dalle mani colpevoli
dalle ragazze con la pelle di latte
l'immaturità che sembra sempre degli altri non mi rende migliore
voglio solo amarLo come non si è mai fatto con nessuno
Lo amo come non si è mai fatto con nessuno
con il cuore sempre acceso
le converse con i buchi
e le sciarpe di lana danesi
poche sigarette stavolta
giusto quelle per la pausa lezione
i week end pieni di neve non ci permettono di vederci
non vedo l'ora di regalargli le mie mani per Natale
il colore dello smalto blu come le vene che indossiamo mi fa più bella
questo mi dici
io ti dico che ti amo
mi piace
scusa, potessi morirei da marzo a giugno
a sangue freddo
lunedì 13 dicembre 2010
venerdì 10 dicembre 2010
giovedì 9 dicembre 2010
Una Stagione (della vita che è finita -già-)
Mi dici che amore ma io non devo saperlo. Lo dici con gli occhi lucidi e a lutto. Vedo il tuo cuore scendere per lo stomaco e risalire su per i polmoni. Hai tutto sottosopra, anche i capelli ricci. Vorrei stare mezz'ora, quanto basta, abbracciata a te e piangere insieme perchè tanto ridere da sole è più facile. Gli obitori aperti sempre, i tabaccai un pò meno. Le parole perse nei labirinti di quella stazione di benzina. I ricordi delle date degli altri. I sette. Ricordi tutto e io non ci credo ogni volta. Le sigarette a labbra strette. Il bisogno di tutto, ma mi sembra giusto il silenzio. Il cinese e la fonetica. I caffè tachicardici. Le sorprese fatte di coincidenze macabre. Il Natale da non voler festeggiare. Le urla delle donne paranoiche. La gelosia ad ogni età. I piatti rotti. Le lasagne da non buttare. Le mani sempre fredde. Il tocco di fumo nel cassetto da non voler toccare, no, non questa mattina. Regalami un altro corpo, rottamami i piedi e mettimi qualche chilo in più.
Nonvogliopiùandarealconcertononègiustorestoquiconiltelefonobenacceso.
Nonvogliopiùfaremalelogiurologiuro. Lo giuro.
Questo è quanto.
Nonvogliopiùandarealconcertononègiustorestoquiconiltelefonobenacceso.
Nonvogliopiùfaremalelogiurologiuro. Lo giuro.
Questo è quanto.
domenica 5 dicembre 2010
E' sera ma non troppo sera per incominciare a studiare e sentirsi meno in colpa di tutto il cibo e il fumo del week end. Sono così piena che non mangerò tutta la settimana, dico. Dico tante cose, dico anche questo. Dico anche che son innamorata, e lo sento, ma davvero. Sulla riviera napoletana mi baci con sigarette e sudore di un concerto che non ci aspettavamo, dove vedo il Bianconi che mi mette una mano sul fianco e ci facciamo una foto insieme, poi mi tatua il suo nome sul braccio. La pizza a tutte le ore e i cornetti caldi alle tre quando non vogliamo tornare a casa perchè non credevo, ma è bello girare la sera qui, ha tutto un altro sapore e fa anche freddo adesso. Ti amo senza il tempo che c'era. Perchè la vicinanza non la fa un corpo, e tu non ne hai bisogno. Ti amo con il mare calmo che non si gelerà mai e con il fumo che cacci e che mi avvolge. Con la matita per gli occhi verde. Le lezioni di cinese da seguire, altrimenti ti avrei seguito, una buona volta e fanculo le responsabilità, che dopo un mese già non mi vanno più.
Sei bello anche quando parti la domenica pomeriggio e sono senza trucco e senza forze. Con il cuore nello stomaco e gli occhi in bocca, sono qui. E aspettarti per altri quattro giorni tra pinyn e ideogrammi.
Sei bello anche quando parti la domenica pomeriggio e sono senza trucco e senza forze. Con il cuore nello stomaco e gli occhi in bocca, sono qui. E aspettarti per altri quattro giorni tra pinyn e ideogrammi.
sabato 6 novembre 2010
Quando sarà il tempo di diventare grande e dover regalare la mia vita a qualcun altro, allora vorrò essere come te. Magari con qualche sigaretta in più e il rossetto rosso, ma poi come te. Con l'equilibrio perfetto.
Sai, quando penso al bene che provo per te mi viene sempre da piangere, ma non sono triste. Perchè anche se tutto mi va male, non ho più gli amici che pensavo importanti, sono sola in una grande città che alcuni giorni però mi sta stretta, sto bene comunque perchè tu. Tu e basta. Tu sei quella che mi renderà sempre felice al solo sfiorarti col pensiero. E lo penso da sempre. Non è perchè sono andata via che ti scrivo parole malinconiche di chi si è reso conto tardi di ciò che aveva davanti. Allora piango perchè sono contenta. E non piango mai per questo, nemmeno quando ladonnapiùbelladelmondo disse che voleva star con me. E di donne ne avrei da dire. Te ne racconterei tante, troppe. Ti direi anche che morire con lei resta un privilegio, anche se ora è rimasto solo rancore, inutile dir bugie. Ti direi che c'è un'altra piccola donna che è entrata nella mia vita, ma con cui questa volta farò finta di nulla, perchè non ne voglio più sentir parlare. Ti dico che sono innamorata, invece, davvero. Che sono felice si, ma comunque, mi rendi più felice tu. Questo no, non te l'ho mai detto. Si danno tante cose per scontate, tanti gesti, tante attenzioni. Tanto amore. Con te non deve essere nulla scontato, perchè le cose te le meriti tutte.
Sei bella anche quando ti guardi allo specchio e dici che sei ingrassata. Quando piangi senza lacrime per non farti vedere sentendoti le responsabilità degli altri, perchè chi dovrebbe esserci se n'è andato diciotto anni fa senza volerlo. Sei bella quando pensi cosa regalarmi per natale che mi possa servire all'università. Ma sei soprattutto bella quando le mattine prima di ripartire vieni nel mio letto, e io mi sveglio abbracciandoti con l'odore di buono che hai.
Mi dici di non pensare, lascia stare.
Ti mando il messaggio del buongiorno con le kappa.
Sai, quando penso al bene che provo per te mi viene sempre da piangere, ma non sono triste. Perchè anche se tutto mi va male, non ho più gli amici che pensavo importanti, sono sola in una grande città che alcuni giorni però mi sta stretta, sto bene comunque perchè tu. Tu e basta. Tu sei quella che mi renderà sempre felice al solo sfiorarti col pensiero. E lo penso da sempre. Non è perchè sono andata via che ti scrivo parole malinconiche di chi si è reso conto tardi di ciò che aveva davanti. Allora piango perchè sono contenta. E non piango mai per questo, nemmeno quando ladonnapiùbelladelmondo disse che voleva star con me. E di donne ne avrei da dire. Te ne racconterei tante, troppe. Ti direi anche che morire con lei resta un privilegio, anche se ora è rimasto solo rancore, inutile dir bugie. Ti direi che c'è un'altra piccola donna che è entrata nella mia vita, ma con cui questa volta farò finta di nulla, perchè non ne voglio più sentir parlare. Ti dico che sono innamorata, invece, davvero. Che sono felice si, ma comunque, mi rendi più felice tu. Questo no, non te l'ho mai detto. Si danno tante cose per scontate, tanti gesti, tante attenzioni. Tanto amore. Con te non deve essere nulla scontato, perchè le cose te le meriti tutte.
Sei bella anche quando ti guardi allo specchio e dici che sei ingrassata. Quando piangi senza lacrime per non farti vedere sentendoti le responsabilità degli altri, perchè chi dovrebbe esserci se n'è andato diciotto anni fa senza volerlo. Sei bella quando pensi cosa regalarmi per natale che mi possa servire all'università. Ma sei soprattutto bella quando le mattine prima di ripartire vieni nel mio letto, e io mi sveglio abbracciandoti con l'odore di buono che hai.
Mi dici di non pensare, lascia stare.
Ti mando il messaggio del buongiorno con le kappa.
domenica 10 ottobre 2010
Ieri i tuoi occhi rossi pieni di lacrime e il mio collo bagnato erano la cosa più vera che ho visto, sentito, amato.. dopo tanto tempo. A
Allora è domenica sera tu stai per venire da me ma a me viene la malinconia perchè tra una settimana mi troverò in una stanza da sola e avrò i piedi freddi ma non me ne curerò e avrò l'ansia e la voglia di trovarmi tra le tue braccia. Perchè poi quando sono sola penso di più, e mi fanno male tante cose. Tante persone. Poche persone. Una. Una che ne abbraccia tante, sì.
D. ci ha detto che ci aspetta a Bologna, al più presto anzi se venite a metà novembre è meglio. E' meglio e noi sappiamo il perchè. Non scapparmi tra le dita mentre con una mano guido i tuoi lineamenti e tu fai finta di star bene ma non stai bene, non stiamo bene e piangiamo.
Accompagnami ancora tra i canali di Copenahgen ridendo senza fiato e bevendo caffè che sa di cannella. E' l'università, non la fine del mondo. Ma mi sento sola, e inizio ad avere i piedi freddi, amore mio.
Allora è domenica sera tu stai per venire da me ma a me viene la malinconia perchè tra una settimana mi troverò in una stanza da sola e avrò i piedi freddi ma non me ne curerò e avrò l'ansia e la voglia di trovarmi tra le tue braccia. Perchè poi quando sono sola penso di più, e mi fanno male tante cose. Tante persone. Poche persone. Una. Una che ne abbraccia tante, sì.
D. ci ha detto che ci aspetta a Bologna, al più presto anzi se venite a metà novembre è meglio. E' meglio e noi sappiamo il perchè. Non scapparmi tra le dita mentre con una mano guido i tuoi lineamenti e tu fai finta di star bene ma non stai bene, non stiamo bene e piangiamo.
Accompagnami ancora tra i canali di Copenahgen ridendo senza fiato e bevendo caffè che sa di cannella. E' l'università, non la fine del mondo. Ma mi sento sola, e inizio ad avere i piedi freddi, amore mio.
venerdì 8 ottobre 2010
La ragazza (non) l'amo.
Stanotte eravamo in quattro in macchina, i soliti quattro delle ultime serate. Io ero dietro con M., mi inizia a prendere la mano, ad accarezzarmela, poi prende e mi bacia. Mi bacia così bene che ne avrei voluto un altro. Ero contenta, perchè lei era venuta da me, e io comunque stavolta avevo limitato le mie azioni. Erano le due e cinquantatre, mi sveglio immediatamente. Decido di farmi un'altra canna.
mercoledì 6 ottobre 2010
Puoi dirlo a Tutti
Abbiamo deciso che il prossimo fine settimana sarà a Bologna per festeggiare che non ci sarà poi così tanto da festeggiare quando me ne andrò e non saprò che fare nelle sere napoletane senza il freddo e il rosso della mia casa. Il rosso degli occhi stanchi alle due di notte nelle macchine grigie. Il rosso del telefono che significa 'ciao R. sto passando ci fumiamo una sigaretta e poi a letto' e così fino alle quattro perchè ci divertiamo e non ce ne accorgiamo. Poi c'è il verde della mia camera. Il verde delle nostre vene che però dicono son blu. Il verde dell'erba di P. che non manca mai. Il biondo di F. che non vedrò tutti i giorni, i suoi occhi blu, le ciocche lunghe e viola (come ero io qualche anno fa ed ero contenta -solo per quelle ciocche-), l'amore che solo ad una sorella posso dare. E che solo a lei, mia Sorella -quella vera-, voglio dare. E insomma, quanti altri colori mi mancheranno? Il giallo delle nostre maglie. Il giallo del sole dove fa sempre e comunque freddo. Il bianco della neve. Il naso blu.
Regalami una tavolozza, penserò io a metterci su i colori.
Regalami una tavolozza, penserò io a metterci su i colori.
mercoledì 29 settembre 2010
I tempi del Kerosene
Erano mesi che non ti pensavo.
So solo che ho la tua stessa voglia di tornare indietro e restare lì, nell'età che ci piaceva, che mi invidiavi, che invidierò.

domenica 26 settembre 2010
La Donna, l'amo.
Stamattina mi sono svegliata con l'idea di voler respirare libertà.
Oggi comunque, non si pensa a nulla, è il compleanno della Donna. La miapersempre Donna.
Tanti auguri mamma. (:
Auguri a te e al profumo che porti da quando sono nata.
Oggi comunque, non si pensa a nulla, è il compleanno della Donna. La miapersempre Donna.
Tanti auguri mamma. (:
Auguri a te e al profumo che porti da quando sono nata.
sabato 25 settembre 2010
Tu, la ragazza l'ami?
Sono le cinque e ventuno di mattina e dovrei dormire ma invece no, mi sono appena svegliata ma è come se non avessi dormito perchè non ero stanca, ma solo troppo fatta. Ho deciso che se non mi metto a scrivere ora quando lo faccio? No mai più in effetti. Mi piace usare la penna, fa meno rumore della tastiera e l'odore d'inchiostro mi consola. Sono rimasta fino alle cinque e diciotto, o forse e diciassette non lo so tento di dimenticarlo quel numero allora occhei erano le cinque e diciotto sul divano verde comprato nei giorni di pericolo, non ricordo se vicino a me c'era qualcuno. Non ricordo molto, in effetti. Ma ero stupita dal fatto che non avessi freddo. No, non ce l'avevo. Avevo le converse rovinate dal tempo e dall'affetto che provo per loro, perchè mi piace volere bene ai miei vestiti, riflettendoci loro vivono le stesse cose che magari a volte vorrei durassero in eterno. E' come se fossimo in due (o in tre o in quattro e così via) a segregare un ricordo, ho la sicurezza che alcuni avvenimenti non li dimenticherò mai. Come il cardigan giallo che mettevo quando uscivo con lei, perchè in quei giorni ero colorata, ed anche il mio cuore lo Era. Perchè amavo la ragazza più bella del mondo che era solo mia e aveva il collo bianco latte e a me il latte è sempre piaciuto, non come a lei. Fortunatamente la mia pelle non era bianco latte così le potevo piacere di più. Insomma, quelle converse rovinate non mi facevano sentire freddo. Ci sarei rimasta tutta la notte su quel divano ma la tivù mi dava fastidio e io volevo solo un'altra canna. L'uomo che era con me, che non è più un uomo qualunque -l'ho capito quando ad agosto faceva caldo sugli scogli ma io piangevo e mi coprivo e non sudavo avevo sempre più freddo- mi ha risposto di no, forse per mantenere quel poco di senso di responsabilità che uno dovrebbe avere dopo i venticinque anni. Ora che sono a letto e scrivo spero non faccia una scossa, ma mi sento abbastanza lucida dopo quindici ore che non posso dormire. Penso a cosa mettermi domani sera alla presentazione del libro di Matteo. Ma che m'importa. Ma che m'importa? Dico, in generale, che vita faccio? A me piace. Piace da piangere quando sono lucida. Infatti un pò mi va adesso. E' che non sono pronta per sognare, non ne ho voglia. Sogno i miei fantasmi ancora vivi e vegeti e li odio perchè sono tutto quello che non volevo mi accadesse. E gli incubi che non faccio la notte, accadono il giorno. Eppure nessuno se ne accorge, nemmeno coloro che recitano di ascoltarmi. C'è B. che va ad alcuni incontri di ascolto, o roba del genere, dice che ha disturbi d'ansia, il medico è convinto che debba drogarsi di meno. Ma dimmi di che ti fai tu? Non mi risponde ma mi indica un tizio obeso con la voce in falsetto e mi dice che quello si è fatto anche il cervello. Cosa vuole dirmi, che dovrei cambiare vita così la smetterò con i miei incubi? B. non mi dice nulla, parla, blatera, ma in fondo non mi dice nulla. Però mi dà un bellissimo bacio sulla guancia destra, e io decido che sorridergli per ora va bene. Prendiamo la macchina e c'è il sole caldo di maggio, ma tanto fra cinque minuti moriremo tutti dal freddo un'altra volta, non ci importa, vogliamo solo il tè alla menta. E ora sono le cinque e quarantasette e si è aperta la valvola dei ricordi, quelli belli alla Flaubert, dove ti ricordi ogni particolare, allora mi butto sotto le coperte con le mie orecchie coperte dai Non Voglio Che Clara e ricordo. Ricordo tutto, senza tempo nè spazio, senza ordine, senza gerarchie sentimentali. Tutti uguali stavolta, i miei ricordi.
Tutte uguali, le persone.
mercoledì 22 settembre 2010
Aspettative (ri)Pagate
Ieri notte eravamo in macchina tornando dalle condoglianze precoci e c'era silenzio sulle nostre bocche e i King of Convenience nello stereo. Mentre loro cantavano e tu guidavi e sbagliavi strada io mi immaginavo ballando sulle spiagge che a te piacciono d'estate e anche d'inverno, anche se d'inverno non ci vive nessuno lì. I King chiedono hey baby, what is love? Io dentro di me rido. Mi sento sola, lo ammetto. Ho iniziato a sentirmi sola quando C. mi ha detto che si sente sola, e la mia impotenza ha straripato nelle mie vene. Ma ridevo comunque perchè eri bello, e sei la prima bellezza di cui mi rendo conto dopo tempo. Forse anche troppo tardi. Aspettiamo l'inverno perchè a me piace il freddo e tu non hai mai freddo, allora mi piace ancora di più perchè soffrirò solo io ma sono felice. Anzi, mi rattrista andare a studiare in una città dove c'è sempre il sole e la neve non esiste. Abbiamo deciso che per i miei diciannove anni (che davvero sono solo miei) andremo ad Amsterdam perchè altrimenti tu invecchi troppo e finiremo solo per bere tè nei coffee shop. Ci va di passare il capodanno a Vienna, ma sai benissimo che per il lavoro che non faccio resteremo in Italia ma va bene comunque, ci consoleremo con cinque mostre in una settimana tutte in città diverse.
martedì 21 settembre 2010
Zuccheri Onirici
T'immagini, facciamo un figlio e scappiamo l'uno dall'altra? Tu mi dici che i figli non li vuoi, che siamo troppo egocentrici, e che per questo motivo non ci amiamo nemmeno. Ma scapperesti con me la notte per cercare di capire se abbiamo davvero un figlio? Un figlio. Hai ragione, siamo troppo egocentrici. La notte noi dormiamo, o facciamo finta di dormire nascondendoci sotto le lenzuola. Non abbiamo tempo di correre. Siamo ancora figli noi. Ma dico, più ti ho e più passerei quest'inferno con te. Un figlio.
Ma stiamo solo bevendo caffè amaro al riparo dalla pioggia. E dai figli.
Ma stiamo solo bevendo caffè amaro al riparo dalla pioggia. E dai figli.
Portami dove non sanno che nevica e facciamo finta di essere due sconosciuti.
Ho iniziato male, lo ammetto. Volevo di nuovo i miei diciassette anni. Ma pare sia impossibile.
Allora me ne vado al sud nella città più bella e buona a studiare una lingua che non sono sicura voglia davvero fare ma che dicono che devifareèlanuovalinguadelmercato. E condizionali varie. Tu comunque fai il pieno che partiamo eh. Senza aspettare i miei diciannove anni. Senza aspettare che Frankie torni da Tokyo o che Massimo e Michela si trasferiscano nella nuova casa. Faremo colazione con il caffè danese e la cannella a tutte le ore. Penserò a mia madre, perchè la penso sempre. Ha l'unico profumo che riesce a farmi piangere ogni volta. La pelle liscia. E il sorriso anche quando è triste, e sai, non capisco bene il perchè ma lo è spesso ultimamente. Lo dico a te, perchè è con te che a me va di parlare di Lei. Ma sai solo quello che vedi. Perchè di mia madre ci sono cose che nessuno vede. I suoi pensieri di due morti troppo precoci. I ricordi di quando piccola e con la tutina verde acqua mia nonna mi chiamava fragolina e si mise in aspettativa per stare insieme a quella fragolina. Mia madre, è l'unica persona che mi scaccia via la misantropia. Perchè ce ne sono motivi per essere misantropi. Mia madre. Partiremo io e te ma lasciami pensare almeno ancora un pò a Lei. A tutte le volte che l'ho fatta piangere. A tutte le volte che ricorda quei pianti con dei sorrisi, adesso. A tutte le volte che dalla mansarda della mia casa sento i rumori dei suoi baci a mia sorella, e provo un pò di invidia allora corro sotto e mi intrometto e ce n'è anche per me. Alle canne spente sul mio balcone e le sue aspettative pagate con settanta non voluto. Ai miei sensi di colpa e la mia voglia di rimediare ora che andrò al sud. A tutte le volte che comunque vada non la sopporterò e non mi sopporterà. Ieri sera era così che mi sentivo, in mia madre. Anche se dormiva e io invece avevo paura di dormire perchè non volevo sognare più, perchè sognare è diventato cattivo e lo sarà finchè la mia mente non si pulisce. Ma questo mia madre non lo sa, non lo sa nessuno.
D'accordo ora possiamo partire. Porterò maglie colorate per distinguermi nella neve.
Ho iniziato male, lo ammetto. Volevo di nuovo i miei diciassette anni. Ma pare sia impossibile.
Allora me ne vado al sud nella città più bella e buona a studiare una lingua che non sono sicura voglia davvero fare ma che dicono che devifareèlanuovalinguadelmercato. E condizionali varie. Tu comunque fai il pieno che partiamo eh. Senza aspettare i miei diciannove anni. Senza aspettare che Frankie torni da Tokyo o che Massimo e Michela si trasferiscano nella nuova casa. Faremo colazione con il caffè danese e la cannella a tutte le ore. Penserò a mia madre, perchè la penso sempre. Ha l'unico profumo che riesce a farmi piangere ogni volta. La pelle liscia. E il sorriso anche quando è triste, e sai, non capisco bene il perchè ma lo è spesso ultimamente. Lo dico a te, perchè è con te che a me va di parlare di Lei. Ma sai solo quello che vedi. Perchè di mia madre ci sono cose che nessuno vede. I suoi pensieri di due morti troppo precoci. I ricordi di quando piccola e con la tutina verde acqua mia nonna mi chiamava fragolina e si mise in aspettativa per stare insieme a quella fragolina. Mia madre, è l'unica persona che mi scaccia via la misantropia. Perchè ce ne sono motivi per essere misantropi. Mia madre. Partiremo io e te ma lasciami pensare almeno ancora un pò a Lei. A tutte le volte che l'ho fatta piangere. A tutte le volte che ricorda quei pianti con dei sorrisi, adesso. A tutte le volte che dalla mansarda della mia casa sento i rumori dei suoi baci a mia sorella, e provo un pò di invidia allora corro sotto e mi intrometto e ce n'è anche per me. Alle canne spente sul mio balcone e le sue aspettative pagate con settanta non voluto. Ai miei sensi di colpa e la mia voglia di rimediare ora che andrò al sud. A tutte le volte che comunque vada non la sopporterò e non mi sopporterà. Ieri sera era così che mi sentivo, in mia madre. Anche se dormiva e io invece avevo paura di dormire perchè non volevo sognare più, perchè sognare è diventato cattivo e lo sarà finchè la mia mente non si pulisce. Ma questo mia madre non lo sa, non lo sa nessuno.
D'accordo ora possiamo partire. Porterò maglie colorate per distinguermi nella neve.
sabato 18 settembre 2010
C R L A E e continua tu.
Stamattina mi trapassa una spessa linea di misantropia.
Perchè fanno ridere, tutti. Massì anche io. Anche noi.
Tutti.
Ho un sacco di cose da dirti ma non so da dove iniziare, e forse, non so nemmeno se ho voglia di farlo. Avevo deciso che io e te ci saremmo nascoste nelle macchine che non sono nostre quest'inverno. Odio chi ti sta intorno, forse per invidia, che poi invidia non deve essere, dato che fai finta con tutti. Non pensare che le cose siano belle per tutto il resto del mondo. Non puoi saperlo. Non sai nulla. E lui, lui preferisce le paure nascoste dietro smiles inutili nei pomeriggi americani di infradito e felpa. Ma questo sai, io non posso più saperlo.
Stamattina in realtà stavo bene mentre passavo l'aspirapolvere sul secondo piano di casa mia e mia madre rideva perchè sapeva il fatto suo. Non mi andava nessuno, nemmeno G.
Si. Vi odio. Come voi odiate me.
Perchè fanno ridere, tutti. Massì anche io. Anche noi.
Tutti.
Ho un sacco di cose da dirti ma non so da dove iniziare, e forse, non so nemmeno se ho voglia di farlo. Avevo deciso che io e te ci saremmo nascoste nelle macchine che non sono nostre quest'inverno. Odio chi ti sta intorno, forse per invidia, che poi invidia non deve essere, dato che fai finta con tutti. Non pensare che le cose siano belle per tutto il resto del mondo. Non puoi saperlo. Non sai nulla. E lui, lui preferisce le paure nascoste dietro smiles inutili nei pomeriggi americani di infradito e felpa. Ma questo sai, io non posso più saperlo.
Stamattina in realtà stavo bene mentre passavo l'aspirapolvere sul secondo piano di casa mia e mia madre rideva perchè sapeva il fatto suo. Non mi andava nessuno, nemmeno G.
Si. Vi odio. Come voi odiate me.
venerdì 17 settembre 2010
Oggi ero nella macchina grigia, su un rettilineo, ho acceso una sigaretta e intorno c'era il nulla. Solo cielo e nuvole. Tanto cielo. Ho abbassato il finestrino, ho buttato la sigaretta appena accesa, con convinzione, sono uscita fuori con la testa e ho pianto -ma non di malinconia- per le nuvole. Ma stavo bene, il vento era caldo anche se qui dicono che fa sempre freddo. Ho respirato come si respira poche volte nella vita. E ho guardato il cielo colorato dal seppia dei miei occhiali da sole. Quelli belli, quelli graduati, quelli che mio papà ha detto devo tenermi stretta, e che mi fanno sempre felice.
Il (venerdì) diciassette non porta sfiga. Sono le persone che non sanno utilizzarlo con cura.
Il (venerdì) diciassette non porta sfiga. Sono le persone che non sanno utilizzarlo con cura.
martedì 14 settembre 2010
Va tutto Bene, non ti devi preoccupare
Stanotte ero ad un concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti, e Davide Toffolo cantava Country Boy. Ed io ero contenta, perchè al loro ultimo concerto non c'era, e la volevo tanto. Cantavo anche io e la voce non se ne andava, non se ne andavano le forze. Pogavo come non avevo mai fatto, avevo anche la maschera, e non sudavo. Ero praticamente perfetta. Poi arrivi tu, piangi disperato, ma senza lacrime. Mi abbracciavi, e io sentivo il mio collo bagnato nonostante tutto. Intanto Davide Toffolo continuava. But I'm a Country Boy, e un futuro non ce l'ho.. Non sentivo più nulla, nemmeno la sua voce. Solo le tue lacrime asciutte. Sono scappata con te anche se non me lo hai chiesto. Ho visto per un ultima volta la gente che rimaneva li, e che occupava il mio posto in prima fila. Ho visto le luci psichedeliche, il pogo placarsi. Mi pare di aver visto anche una suora. Ma niente più Toffolo e gli altri, solo un velo davanti a tutti. Io comunque noncurante me ne sono andata, e un pò -solo un pò- mi è dispiaciuto. Ma sono andata via perchè ne avevi bisogno, e ho pensato che condivido quest'inferno con te..
lunedì 13 settembre 2010
Ci guardano male
Io e D. siamo stati a Copenhagen per scappare, entrambi, da me stessa.
E' andata così bene che mi sono eliminata del tutto ed ora sto bene.
Ma mi manca Chiara, dio se mi manca.
Mi manca anche non sentirla piangere al telefono e saperla piangere in un angolo.
Ma farai finta di nulla, vero?
E' andata così bene che mi sono eliminata del tutto ed ora sto bene.
Ma mi manca Chiara, dio se mi manca.
Mi manca anche non sentirla piangere al telefono e saperla piangere in un angolo.
Ma farai finta di nulla, vero?
lunedì 30 agosto 2010
RiTorni
Ho scoperto un amore tossico del tutto nuovo.
Ho trovato il rancore di cui avevo bisogno, per entrambi.
Ho trovato il rancore di cui avevo bisogno, per entrambi.
giovedì 29 luglio 2010
sabato 24 luglio 2010
domenica 11 luglio 2010
Fingersi scemi
Almeno le paure di qualcuno hanno fruttato alla grande.
Ma le mie?
Non vedo l'ora di scappare, non vedo l'ora. E non per quello che mi aspetta, nemmeno mi interessa, ma per ciò che non mi aspetterà più.
Graffiami l'orecchio che soffre perchè una stupida padrona voleva espansori sempre più grandi. Belli gli espansori. Prima o poi ci riuscirò a non far più uscire dolore.
Guardami le mani fredde le sere di dieci luglio con le tesine degli altri.
Addormenta l'insonnia sempre meno frequente.
Uccidi le mie maglie a righe da mettere sull'erba.
Strappami i neuroni che mi sono rimasti per finire il fumo che ho nel cassetto.
Esalta le tue labbra che si chiudono e che aspettavano i miei baci dietro un cinema dove non c'era mai sole.
Pettinati i capelli che cadranno sempre sui tuoi occhi che, comunque, vedevo bene.
Le tue offese non saranno più semplici giochi di parole, ma verità incondizionate.
Già, non vedo l'ora di scappare definitivamente. Perchè nascondermi sotto le lenzuola non funziona più.
Ma le mie?
Non vedo l'ora di scappare, non vedo l'ora. E non per quello che mi aspetta, nemmeno mi interessa, ma per ciò che non mi aspetterà più.
Graffiami l'orecchio che soffre perchè una stupida padrona voleva espansori sempre più grandi. Belli gli espansori. Prima o poi ci riuscirò a non far più uscire dolore.
Guardami le mani fredde le sere di dieci luglio con le tesine degli altri.
Addormenta l'insonnia sempre meno frequente.
Uccidi le mie maglie a righe da mettere sull'erba.
Strappami i neuroni che mi sono rimasti per finire il fumo che ho nel cassetto.
Esalta le tue labbra che si chiudono e che aspettavano i miei baci dietro un cinema dove non c'era mai sole.
Pettinati i capelli che cadranno sempre sui tuoi occhi che, comunque, vedevo bene.
Le tue offese non saranno più semplici giochi di parole, ma verità incondizionate.
Già, non vedo l'ora di scappare definitivamente. Perchè nascondermi sotto le lenzuola non funziona più.
giovedì 8 luglio 2010
sabato 19 giugno 2010
Filosofia, vattene via.
Graffiami la pelle e accarezzami con le mani sporche di sangue.
Ne ho bisogno.
Ne ho bisogno.
giovedì 17 giugno 2010
martedì 8 giugno 2010
lunedì 31 maggio 2010
Tatuaggi cardiaci.
Strappami gli occhi quando piango e ti faccio schifo. Ti fa schifo tutto. Schiacciali sotto le scarpe sporche di fango nei pomeriggi in cui non ci sono. Non ci sono mai. Ammazza il buon senso di non avere buon senso. Ammazzami con le tue persone che si, me lo merito. Ferma le mie mani se provo a pensarti.
La gente mi disprezza tutta se solo sente il tuo nome uscire dalla mia bocca. Fa bene.
Dovrei imparare a disprezzarmi da sola anch'io.
Ma l'unica che riesco a fare se sei in me è piangere.
Lascio questa povera corrispondenza alle vere azioni che ci aspettiamo, ma che non devo fare.
La gente mi disprezza tutta se solo sente il tuo nome uscire dalla mia bocca. Fa bene.
Dovrei imparare a disprezzarmi da sola anch'io.
Ma l'unica che riesco a fare se sei in me è piangere.
Lascio questa povera corrispondenza alle vere azioni che ci aspettiamo, ma che non devo fare.
giovedì 13 maggio 2010
Aspetto la sera per dare adito al mio egocentrismo.
Ci piace fare sesso e chiamarlo amore. Ci piace giocare ad essere solo noi due e dimenticare di aver promesso segreti. Abbiamo voglie comparabili a gravidanze. Le tue fragole, i mio vino, i nostri occhi urbiachi. Quando ho l'odore di uva e alcool addosso dimentico anche il fumo. Fammi bere finchè posso. Fammi bere togliendomi il cibo che usiamo come alibi per non divertirci, per fare i seri. Dimentichiamo gli anni. Portami in giro nelle città e facciamo foto come fossimo turisti interessati.
Ho sempre desiderato camminare con quelle scarpette viola di raso e avere in mano un cuore di vetro infrangibile. Facciamo come vogliamo, ma non rovinarmi questi desideri.
Ci piace fare sesso e chiamarlo amore. Ci piace giocare ad essere solo noi due e dimenticare di aver promesso segreti. Abbiamo voglie comparabili a gravidanze. Le tue fragole, i mio vino, i nostri occhi urbiachi. Quando ho l'odore di uva e alcool addosso dimentico anche il fumo. Fammi bere finchè posso. Fammi bere togliendomi il cibo che usiamo come alibi per non divertirci, per fare i seri. Dimentichiamo gli anni. Portami in giro nelle città e facciamo foto come fossimo turisti interessati.
Ho sempre desiderato camminare con quelle scarpette viola di raso e avere in mano un cuore di vetro infrangibile. Facciamo come vogliamo, ma non rovinarmi questi desideri.
domenica 9 maggio 2010
mercoledì 14 aprile 2010
Ali di cera sciolte al sole
Ci toglieremo i vestiti nei giorni freddi e rimarremo nel caldo del nostro cuore. Mi porti lontano e mi fai restare. Voglio mostrarti il mio lato peggiore, quello che nessuno sa. Voglio farmi detestare per la mia cattiveria e il mio spudorato egoismo. Sono una persona che non merita quasi nulla. Sono piccola, hai ragione. Voglio raccontarti la mia vita in chiave di morte perchè mi amerai lo stesso. Nessuno dei due conosce la realtà così com'è. Creiamocela noi.Vorrei parlarti ore dei miei libri, del sangue, delle canzoni che mi facevano vivere quando non riuscivo a farlo da sola. Vorrei avere il coraggio di crescere, perchè tu già sei cresciuto. Vorrei non crescere mai, perchè cresciuto basti tu per entrambi.
No, non fatemi crescere.
'Tu che fai?'
'Mi butto via.'
No, non fatemi crescere.
'Tu che fai?'
'Mi butto via.'
venerdì 26 marzo 2010
Libertines, vi invidio.
Dici tante cose che faccio fatica a credere in tutte.
Dici che mi ami.
Ma io, posso amare le persone in così poco tempo?
Io so solo che nella mia vita, per quanto breve, due persone le avrei amate sicuramente. Una l'ho amata ma non lo sapevo. L'altra l'avrei amata, lo sapevo, ma ha smontato le mie_nostre piccole gioie lasciando perdere per paura.
Paura.
Ma perchè pensano che io non ne abbia?
Dici che mi ami.
Ma io, posso amare le persone in così poco tempo?
Io so solo che nella mia vita, per quanto breve, due persone le avrei amate sicuramente. Una l'ho amata ma non lo sapevo. L'altra l'avrei amata, lo sapevo, ma ha smontato le mie_nostre piccole gioie lasciando perdere per paura.
Paura.
Ma perchè pensano che io non ne abbia?
martedì 9 marzo 2010
Primavera Invernale
Diciamo che smettiamo di fare quello che abbiamo sempre cercato di fare -soprattutto io-, ovvero raccogliere l'acqua col retino.
Già.
Una cosa del genere.
Già.
Una cosa del genere.
Vane Presunzioni
Cambia letti e macchine per non lasciarselo sulla pelle a intervalli di tre settimane. Gioca con le persone di paglia che offrono da bere nelle serate sobrie. Ha i fianchi deturpati dalle dita bagnate, gli occhi rossi, e il respiro che sa di paraffina.
Ci dicono che gli uomini tendono alla bigamia, e le donne cercano la perfezione.
Quando piove e fa freddo Lei esce fuori con le mani nude per rovinarsi i palmi con i sassi di ghiaccio.
E' una donna che distrugge la perfezione. Mangia cristalli. Guarda i ricordi degli altri con le pupille dilatate dalla stanchezza di viaggi inverosimili. La gente fa presto a dimenticarsi di lei, è il prozac dell'ultimo minuto di triste resistenza che salva i neuroni, ma non i cuori.
Ci dicono che gli uomini tendono alla bigamia, e le donne cercano la perfezione.
Quando piove e fa freddo Lei esce fuori con le mani nude per rovinarsi i palmi con i sassi di ghiaccio.
E' una donna che distrugge la perfezione. Mangia cristalli. Guarda i ricordi degli altri con le pupille dilatate dalla stanchezza di viaggi inverosimili. La gente fa presto a dimenticarsi di lei, è il prozac dell'ultimo minuto di triste resistenza che salva i neuroni, ma non i cuori.
giovedì 4 marzo 2010
mercoledì 3 marzo 2010
Prendere il sole e rivenderlo a qualche Spacciatore. (?)
Il mio debole è avere un debole per tutti. A soli diciotto anni cambio persone come calzini perchè il passato di otto mesi fa mi fa paura.
Ma ti ricordi le mie gambe sulle tue come fossimo in moto? Le notti dentro i finestrini delle Opel? La pelle splendida. Avevi detto che era tutta colpa mia, che mi facevo desiderare. Folle, pensai. Poi senza chiedere, le birre a pochi centesimi per non dormire e ridere tutta la notte, mentre il fumo finiva come noi due. E la mattina collassare con i capelli scuri e le mani appiccicose.
'Poi dovrai ammazzarmi.'
'Ma la tua maglia nuova si sporcherà di sangue.'
'Non è necessario, basta che parti per farlo.'
I colori nei cervelli dei nostri neuroni e il nero dei nostri occhi. Noi non invidiavamo le ciminiere.
E ti ricordi quando ti chiesi di farti crescere la barba come il Bianconi? Dicevi che dovevo smettere di essere ossessionata da quell'uomo, che non era possibile che lo cercavo in te. Ma io lo amo, quell'uomo. Una volta ho sognato che aspettavamo un figlio, e scappavamo da lui, seppur dentro di noi. Si, anche dentro di te.
Ma eravamo troppo egoisti per avere un figlio.
Eravamo troppo egoisti anche per amarci.
Ma ti ricordi le mie gambe sulle tue come fossimo in moto? Le notti dentro i finestrini delle Opel? La pelle splendida. Avevi detto che era tutta colpa mia, che mi facevo desiderare. Folle, pensai. Poi senza chiedere, le birre a pochi centesimi per non dormire e ridere tutta la notte, mentre il fumo finiva come noi due. E la mattina collassare con i capelli scuri e le mani appiccicose.
'Poi dovrai ammazzarmi.'
'Ma la tua maglia nuova si sporcherà di sangue.'
'Non è necessario, basta che parti per farlo.'
I colori nei cervelli dei nostri neuroni e il nero dei nostri occhi. Noi non invidiavamo le ciminiere.
E ti ricordi quando ti chiesi di farti crescere la barba come il Bianconi? Dicevi che dovevo smettere di essere ossessionata da quell'uomo, che non era possibile che lo cercavo in te. Ma io lo amo, quell'uomo. Una volta ho sognato che aspettavamo un figlio, e scappavamo da lui, seppur dentro di noi. Si, anche dentro di te.
Ma eravamo troppo egoisti per avere un figlio.
Eravamo troppo egoisti anche per amarci.
domenica 28 febbraio 2010
Ricordi Futuri
mercoledì 24 febbraio 2010
Vene Pettinate
Hai dimenticato di me anche questo cazzo di blog.
Ma a me cosa frega?
Solo dei dettagliati pomeriggi fatti di viaggi interminabili. E il sesso quando non c'era amore.
Il sesso sempre.
Ma a me cosa frega?
Solo dei dettagliati pomeriggi fatti di viaggi interminabili. E il sesso quando non c'era amore.
Il sesso sempre.
lunedì 22 febbraio 2010
Climax di confessioni
Questa corrispondenza di cuori freddi a me piace, perchè facciamo male a tutti, tranne che a noi.
giovedì 18 febbraio 2010
Gastrite Cerebrale
Sono giorni che non faccio altro che mangiare. Mangio anche la fame che non ho. L'egoismo che ho. Mangio la pioggia, l'apatia, lo stare bene, il fumo, l'alcool, le mie viscere appassite. Mi sento pesante, non ho voglia di uscire, parlare, trovare modi nuovi per divertirci.
Sarà che questa sindrome pre-mestruale è diversa dalle altre.
Sarà che ora è arrivato il tempo di vomitare.
Sarà che questa sindrome pre-mestruale è diversa dalle altre.
Sarà che ora è arrivato il tempo di vomitare.
martedì 16 febbraio 2010
Promenade
Denudami di sentimenti provati sotto la pioggia e il sole di Febbraio.
Magari avrò il coraggio di dirti che mi sono innamorata per poche ore anche dello zucchero caduto sul bancone.
Magari avrò il coraggio di dirti che mi sono innamorata per poche ore anche dello zucchero caduto sul bancone.
lunedì 15 febbraio 2010
domenica 14 febbraio 2010
Condizionali
Stamattina mi sono svegliata con la sensazione che le persone, sempre e comunque, tendono all'autolesionismo indifferente, per paura.
Ho deciso che non sarà mai come un dejà-vu. Mi sono circondata di gente e stavo bene. Ho chiuso gli occhi per l'eccessiva quantità di alcool nel mio corpo, era una scusa per abbandonarmi anche con chi non aveva importanza. Non mi sento migliore di altri, e non lo sono nemmeno.
Vorrei solo essere una novità.
E non detestarti, dopo tutto quello che ho provato e fatto per te.
Barba e abbracci, tutto qui.
Colazione di esperienze che non isegnano proprio un bel niente.
La vita dovrebbe essere fatta solo di prime volte, caffè, città importanti, coincidenze, tavoli per due, treni, gente che sa accontentarsi.
Ma noi, perchè dobbiamo volere sempre di più?
Ho deciso che non sarà mai come un dejà-vu. Mi sono circondata di gente e stavo bene. Ho chiuso gli occhi per l'eccessiva quantità di alcool nel mio corpo, era una scusa per abbandonarmi anche con chi non aveva importanza. Non mi sento migliore di altri, e non lo sono nemmeno.
Vorrei solo essere una novità.
E non detestarti, dopo tutto quello che ho provato e fatto per te.
Barba e abbracci, tutto qui.
Colazione di esperienze che non isegnano proprio un bel niente.
La vita dovrebbe essere fatta solo di prime volte, caffè, città importanti, coincidenze, tavoli per due, treni, gente che sa accontentarsi.
Ma noi, perchè dobbiamo volere sempre di più?
venerdì 12 febbraio 2010
Polmoni nel Cervello
I libri a tutte le ore e in tutti gli angoli e non c'era nessuno che al telefono mi diceva 'non posso venire'.
martedì 9 febbraio 2010
Neve Blu
Devo smetterla di parlarti.
Occhi incellofanati di stanchezza, scuola giuda e ospedali. Scappiamo dal mondo e ci ficchiamo sotto la pioggia. Ci nascondiamo, bagnato il cielo non può vederci. Mi brucia la gola, sto fumando troppo, ma ho bisogno di tenere le mani occupate mentre aspetto il mio turno. Non penso più a nulla, apatia vitale. Ridiamo anche sotto gli ospedali. Tra le urla silenziose della gente e la puzza di malattie infettive. Mi mancherai, cazzo se mi mancherai. Nel frattempo ho diciotto anni ma voglio mostrare che sto bene come farebbe una di quattordici. Raccontando le mie vicissitudini sotto forma di perifrasi. Testimoniando con foto, parole, regali, cuori. Annunciamo il nostro crescere parlando al telefono di giorni impegnati, viaggi programmati senza genitori, temi in lingua straniera. Maturità che di maturo non ci porterà nulla. Ma invece tu, cosa avevi che tanto mi occupava la mente? Cosa c'era che mi spingeva a scappare via nei week end per riscattarmi con passeggiate in parchi solitari sotto la pioggia di maggio? Cosa c'è nelle mie parole ironiche, sarcastiche, completamente senza senso? Ti ricordi quando dormivi poco e io ti seguivo? No. Ed è proprio dai tuoi 'no' non detti che ho imparato Verlaine. Cercavo di più, più poesie, più parole, più disastri che mi distraessero dal reale. Libri che non leggevo perchè il giorno dovevo dormire per stare con te la notte. Non è colpa tua, ebbene. Riscaldavo panchine di ghiaccio la mattina alle sette e quindici per tenermi sveglia e studiare ciò che non facevo il giorno prima. Storia dell'arte a intervalli di pagine di te. Guanti di lana bruciati da accendini verdi a ottanta centesimi. Cappotti marroni macchiati di ruggine, forse ero ubriaca quando è successo. Mi manca scappare tra i vicoli, fermarsi a riflettere e piangere per graffiarsi le guance di stupidità. E ho sempre fumato, perchè mi rendeva più malinconica. Poi passa il tempo, e ci si accorge che non si può piangere di lontananza e idealismo. Un giorno vorrei vivere dove sei tu ora, per vedere se tutte le promesse sono verità incondizionate nel tempo. E per rendermi conto, che sono solo bugie.
Occhi incellofanati di stanchezza, scuola giuda e ospedali. Scappiamo dal mondo e ci ficchiamo sotto la pioggia. Ci nascondiamo, bagnato il cielo non può vederci. Mi brucia la gola, sto fumando troppo, ma ho bisogno di tenere le mani occupate mentre aspetto il mio turno. Non penso più a nulla, apatia vitale. Ridiamo anche sotto gli ospedali. Tra le urla silenziose della gente e la puzza di malattie infettive. Mi mancherai, cazzo se mi mancherai. Nel frattempo ho diciotto anni ma voglio mostrare che sto bene come farebbe una di quattordici. Raccontando le mie vicissitudini sotto forma di perifrasi. Testimoniando con foto, parole, regali, cuori. Annunciamo il nostro crescere parlando al telefono di giorni impegnati, viaggi programmati senza genitori, temi in lingua straniera. Maturità che di maturo non ci porterà nulla. Ma invece tu, cosa avevi che tanto mi occupava la mente? Cosa c'era che mi spingeva a scappare via nei week end per riscattarmi con passeggiate in parchi solitari sotto la pioggia di maggio? Cosa c'è nelle mie parole ironiche, sarcastiche, completamente senza senso? Ti ricordi quando dormivi poco e io ti seguivo? No. Ed è proprio dai tuoi 'no' non detti che ho imparato Verlaine. Cercavo di più, più poesie, più parole, più disastri che mi distraessero dal reale. Libri che non leggevo perchè il giorno dovevo dormire per stare con te la notte. Non è colpa tua, ebbene. Riscaldavo panchine di ghiaccio la mattina alle sette e quindici per tenermi sveglia e studiare ciò che non facevo il giorno prima. Storia dell'arte a intervalli di pagine di te. Guanti di lana bruciati da accendini verdi a ottanta centesimi. Cappotti marroni macchiati di ruggine, forse ero ubriaca quando è successo. Mi manca scappare tra i vicoli, fermarsi a riflettere e piangere per graffiarsi le guance di stupidità. E ho sempre fumato, perchè mi rendeva più malinconica. Poi passa il tempo, e ci si accorge che non si può piangere di lontananza e idealismo. Un giorno vorrei vivere dove sei tu ora, per vedere se tutte le promesse sono verità incondizionate nel tempo. E per rendermi conto, che sono solo bugie.
lunedì 8 febbraio 2010
Possessività
Scoparsi e basta con il silenzioso a quanto pare non andava bene. Nemmeno per me e le mie bugie dette male.
venerdì 5 febbraio 2010
Sere Feriali
Hai sussurrato urlando che di me non te ne fregava un cazzo. Il tuo cane rimaneva in silenzio e stranamente non ce l'aveva con me. Ti ho accarezzato i rasta. Ti ho sorriso sincera. E poi te ne sei voluto andare continuando ad affermare che di me non te ne fregava un cazzo. Ho iniziato ad odiare il genere umano da quella sera. Non per il male che mi faceva, bensì per il male che non mi faceva. Mi prendevi il viso tra le tue mani. Andava tutto bene quando i nostri cellulari erano in silenzioso.
L'irascibilità la avvicinano all'astinenza. La conosci bene, l'astinenza. Me l'hai detto quando uscivamo allo scoperto dai nostri buchi sporchi di piscio e ruggine.
L'irascibilità la avvicinano all'astinenza. La conosci bene, l'astinenza. Me l'hai detto quando uscivamo allo scoperto dai nostri buchi sporchi di piscio e ruggine.
martedì 2 febbraio 2010
Caffè al Limone.
Chiuderci nelle croissanterie a causa della fame chimica. I miei capelli dicono tutti che sono biondi. Spero ogni giorno che piova, bagnati sembrano più scuri. Siamo i soliti adolescenti che si fanno le canne e credono di saper fotografare. Tu mi fai notare che ormai hai vent'anni. Mi guardi e ridendo mi prendi in giro dicendo che sono troppo piccola, non posso capire. Fra due giorni faccio 18 anni. Mi aiuteranno a far finta di sentirmi quasi come te. Quando scoperemo penserò che è normale tra persone maggiorenni. Quando mi chiederai di venire a vivere con te ti prenderò davvero sul serio. Quando comprerò le sigarette sentirò le mie azioni legali. Continui a ridere mentre ti parlo dei miei progetti. Certi, siamo anche inondati di fumo. Dici di amarmi. Penso che è la prima volta che qualcuno me lo dice in pubblico. Soffocando le mie paure. Superando le mie attenzioni. Apri una bustina di zucchero e la versi sul tavolo. Me lo scrivi. Continuo a non parlare. Fra due giorni faccio diciotto anni e magari tu mi ami proprio perchè sono piccola. Ho quasi paura di crescere. Mangio il croissant alla marmellata di lamponi sperando che sia fatto di pozioni che fermano l'età. O anche il tempo, va bene. Vorrei ricordarti che fra un pò partiremo divisi, e tu mi ami. Che continuerai a disegnare e forse diventerai importante, e tu mi ami. Che siamo in una città che non è la mia, che non è la nostra, guarda quante coppie si baciano, ma tu mi ami. Addirittura dici che una come me non l'hai mai amata. Sono il tuo punto d'arrivo. Ed è proprio questo il problema, che siamo arrivati. Fra qualche mese cresceremo davvero, non solo all'anagrafe. Smetteremo di correre la notte cercando le luci fosforescenti dei distributori di preservativi. Mi dai ragione, e per fare il malinconico domandi cosa ho trovato di bello in te, in noi. Ti rispondo che la prima volta che abbiamo fatto sesso non ho pensato a nulla, soprattutto a nessuno. E' stato questo il bello, che con te anche prima di conoscerti bene non pensavo a nessuno. Però è vero che siamo giovani. Il tempo ci sfugge e otto mesi fa lo chiamiamo passato. Rubi il mio cappello blu per annusare i miei capelli. Non hai mai avuto un interesse per il cuore. Quello non lo possiamo toccare, e poi serve a vivere fisicamente, quando staremo male l'uno per l'altra il cuore comunque continuerà a farti vivere, mi dici sempre. Il naso soffrirà, per non sentire più il tuo odore. Le orecchie, per non udire più la tua voce. Gli occhi, per non vedere più i tuoi imbarazzati movimenti. Le mani, per non toccare più la tua pelle quando hai freddo. La bocca, per non morderti più le spalle. I nostri organi di senso soffriranno e un pò moriranno. Non il cuore. E allora perchè dici di amarmi? Perchè è vero, ti amo con i miei organi di senso. E' bello quando rendi una cosa normale, da tutti, nella nostra cosa. Ti amo con tutti i miei sensi. Suona meglio che con tutto il mio cuore. O forse suona meglio solo perchè esce dalla tua bocca. Ma che m'importa del perchè. Senza rendercene conto è mezzanotte. Ora ho solo ventiquattro ore per rimanere come siamo stati fino ad ora. Poi mi sentirò come te. Prendiamo un caffè per incentivare l'insonnia. Abbiamo deciso che rimarremo svegli per le prossime quarantotto ore. Per goderti gli ultimi sorrisi dei miei diciassetti anni e i primi baci dei miei diciotto. Mi tolgo gli occhiali, e sei l'unica persona che vedo bene anche da lontano.
venerdì 29 gennaio 2010
Follie e Delusioni Notturne
Perchè idealizziamo sempre le persone sbagliate? Quelle che invece sono razionali anche per noi.
Avere lo stesso lenzuolo. Svegliarmi la notte solo per vederti. Non mi piace stare sul lato destro, ma non m'importa, guardo te. Sono ancora le tre. Il tuo respiro è caldo. Riscaldi anche me, ma non lo sai. Sul comodino la sigaretta spenta prima di baciarti. Ho dimenticato il rossetto, ti chiedo scusa. Ho dimenticato anche me stessa. Ma me ne ricorderò la prossima volta, del rossetto. La tua barba è morbida. Mi piace affogarci le labbra ogni volta che mi avvicino. Vedo il tuo profumo. Sento la tua pelle. Stai dormendo come se nulla fosse accaduto. Era quello il gioco, no? E io? Perchè non dormo? Stasera mentre mi baciavi hai sussurrato con le mani che mi porterai lontano, e che le parole non servono. Vorrei chiamarti, e chiederti se hai voglia di rimanere a guardarci i profili da sconosciuti che abbiamo. Ma stai dormendo come se nulla fosse accaduto.
Avere lo stesso lenzuolo. Svegliarmi la notte solo per vederti. Non mi piace stare sul lato destro, ma non m'importa, guardo te. Sono ancora le tre. Il tuo respiro è caldo. Riscaldi anche me, ma non lo sai. Sul comodino la sigaretta spenta prima di baciarti. Ho dimenticato il rossetto, ti chiedo scusa. Ho dimenticato anche me stessa. Ma me ne ricorderò la prossima volta, del rossetto. La tua barba è morbida. Mi piace affogarci le labbra ogni volta che mi avvicino. Vedo il tuo profumo. Sento la tua pelle. Stai dormendo come se nulla fosse accaduto. Era quello il gioco, no? E io? Perchè non dormo? Stasera mentre mi baciavi hai sussurrato con le mani che mi porterai lontano, e che le parole non servono. Vorrei chiamarti, e chiederti se hai voglia di rimanere a guardarci i profili da sconosciuti che abbiamo. Ma stai dormendo come se nulla fosse accaduto.
martedì 26 gennaio 2010
Baci nelle Viscere.
Lecco il fumo rimasto attaccato sul dito, e mi metto il rossetto. Dici che con i colori forti sono più bella. Che le ossessioni sono patologie. Che guariremo. Nel frattempo facciamoci del male ridendoci su, mi dici. Giochiamo ad amarci come tutti quanti. Con le conversazioni notturne, i buongiorno con i cuori. I fiori mentali. Il sangue che esce dal naso. Ci chiediamo perchè. Ma non lo sappiamo. Ognuno di noi ha una vita da vivere, che ci facciamo insieme? Sai, sei la prima persona che mi prende la mano senza chiedere sconti. Tu le tue mani me le regali. Non posso accettarle. Non vorrei accettarle. Non devo accettarle. Ma mi incateni le falangi con spighe di capelli viola. I miei. Le tue vene si vedono bene. Sono blu. Le mie invece tendono al verde. Me le stringi. E io vorrei regalartele con la raccomandazione di non buttarle. Di conservarle nelle bottiglie delle birre a pochi centesimi. Non te le dimenticherai mai li dentro. Io conserverò la tua pancia sulla mia. Il tuo odore sul mio collo. Il tuo respiro nelle mie orecchie. Mi giuri che momenti come questi verranno ancora. Con altre persone. Però ci saranno. Siamo stesi sull'erba quando è Febbraio. Rimaniamo sulle panchine a Maggio. Su di noi alberi vestiti di neve. Dov'è il verde? Sulle tue mani, mi rispondi. Hai freddo? Io no, ma vederti tremare fa venire i brividi. Con il viso concentrato sei intento a mischiare tabacco e fumo. Non mi chiedi di aiutarti, ti piace sapere che resto a guardarti. Giuro, te le regalerò le mie vene. Fammi solo girare intorno alla nebbia di fumo e chimica che cacci dalla bocca e poi fermami con le tue mani. Vedo una bottiglia di birra. E' piena di neve. Come le tue ossa. Peròti diverti qui sotto, con me. Ci divertiamo. Forse è il fumo, ma mi sento più bella. Chiedimi di stare ancora un'altra nevicata. Fin quando non ci metteremo sulle panchine, e le bottiglie di birra saranno ancora piene di neve.
domenica 24 gennaio 2010
Talenti
Scioglie il fumo sotto il sole di Gennaio e noto che mi piace guardarlo. Mi diverto.
Mi diverte, a modo suo.
Mi diverte, a modo suo.
venerdì 22 gennaio 2010
Muti Inganni
Per caso c'era sul mio banco un quaderno. Blu elettrico. Lo apro e leggo mille volte il nome di lei. L'altra sera mentre ero insieme a lui, la padrona di quel nome lo chiama. Lui mi ha detto che non vuole risponderle altrimenti non se la dimenticherà mai. Non ci ho dato peso, ma quel nome forse è davvero così importante. Non dò mai peso ai sentimenti degli altri quando sono con me. In sei lettere vedevo la malinconia. La penna blu gridava mi manchi. Il vuoto delle parole respirava a fatica.
C'eri tu a Milano, ricordi? Ricordi quando mi parlavi della tua lei e dicevi che quando lo facevi, non esisteva nessun altro? Nemmeno io.
Arrivo sempre in ritardo. Mi guardano, mi sorridono, mi dicono che sono piccola. E mi baciano. Io allora continuo a sciogliere il fumo in silenzio, o ad annusare la mia mano che sa di sigaretta e fragola.
'I tuoi occhiali sono davvero belli.' 'Si lo so.'
La gente si comporta tutta allo stesso modo, sempre. O forse sono io che sono uguale nella mia diversità per gli altri.
Se avessi potuto avrei preso il primo treno per venire da te. Con la scusa di vedere le vetrine del centro illuminate a festa per il nostro stare insieme. Con la scusa di vedere il cielo pieno di smog. Con la scusa di incontrare gente nuova, quando della gente non mi importava nulla.
Sono qui e fra qualche giorno faccio diciotto anni. Andrò a Londra. Prenderò un cazzo di diploma e poi me ne andrò. Ma non prenderò mai quel treno. Lo smog mi soffoca. O forse è solo lo stare vicino a te e quei mesi.
Le mie unghie stanno crescendo. I miei polmoni girano su loro stessi. I neuroni chiedono pietà.
La mia lussuria si gonfia. Oggi ho voglia di mangiarmi le mani, ma prima metto lo smalto rosso.
C'eri tu a Milano, ricordi? Ricordi quando mi parlavi della tua lei e dicevi che quando lo facevi, non esisteva nessun altro? Nemmeno io.
Arrivo sempre in ritardo. Mi guardano, mi sorridono, mi dicono che sono piccola. E mi baciano. Io allora continuo a sciogliere il fumo in silenzio, o ad annusare la mia mano che sa di sigaretta e fragola.
'I tuoi occhiali sono davvero belli.' 'Si lo so.'
La gente si comporta tutta allo stesso modo, sempre. O forse sono io che sono uguale nella mia diversità per gli altri.
Se avessi potuto avrei preso il primo treno per venire da te. Con la scusa di vedere le vetrine del centro illuminate a festa per il nostro stare insieme. Con la scusa di vedere il cielo pieno di smog. Con la scusa di incontrare gente nuova, quando della gente non mi importava nulla.
Sono qui e fra qualche giorno faccio diciotto anni. Andrò a Londra. Prenderò un cazzo di diploma e poi me ne andrò. Ma non prenderò mai quel treno. Lo smog mi soffoca. O forse è solo lo stare vicino a te e quei mesi.
Le mie unghie stanno crescendo. I miei polmoni girano su loro stessi. I neuroni chiedono pietà.
La mia lussuria si gonfia. Oggi ho voglia di mangiarmi le mani, ma prima metto lo smalto rosso.
lunedì 18 gennaio 2010
Comme un Voleur qui dérobe
E se ti trovi li, davanti a lei, e tutto quello che riesci a fare è ricordare quanto è bella e quanto quella bellezza fosse tua? Cosa fai poi? Cosa cerchi? Non puoi farle del male. Non a Lei.
Giochiamo con le persone come fossero castelli di sabbia. Facciamolo con tutti, ma non con Lei. Ma no, questa volta non ho voglia di costruire l'ennesimo castello. Finirei per distruggerlo. Come l'amore che provavamo un tempo.
Ci sono delle labbra che puntualmente ricordo quando sono fuori, sul balcone della mia camera fumando in silenzio. Sono morbide. Così morbide che la prima volta che le ho sentite rimasi stupita. Non ci credevo. Beh, quella volta non credevo in nulla, eppure è successo.
Quando non crediamo in nulla succede tutto.
Ecco perchè un anno fa non avevo nulla. Logoranti vite che si accavallavano nel mio stomaco. Ne è rimasta una, di logorante vita, che ogni tanto riappare nelle mie notti. Non mi lascia dormire. No. Perchè seppur io dorma, sono così concentrata a viverla, questa maledetta vita, che è come se stessi sveglia. La mattina sono stanca, la testa mi pesa, e mi domando il perchè debba presentarsi la notte, ora che il giorno è scomparso. Vorrei chiamarti, dirti di smetterla di farmi visita la notte. Ma so che mi risponderesti di non avere colpa. Già, perchè non ne hai mai avute.
Una volta una donna disse: io non voglio che mi dicano che sono una persona fantastica. Io voglio che mi dicano 'sei piena di difetti, ma sei la mia persona.'
Ieri sera l'ennesima persona mi ha detto che sono bellissima. Ci ho voluto credere perchè in quel momento mi sentivo sola.
Cosa trova in me la gente?
Io trovo quello che voglio, sempre. Ma non quello che desidero.
Ciò che desidero è ben lontano. E ancora non so cosa sia. Già. Al momento non desidero nulla. Se non che il tempo si fermi a Settembre. Che il tempo fermi la nostra giovinezza. La crescita dei nostri capelli. Le nostre unghie. I nostri sentimenti. Che il tempo ci fermi così come siamo, perchè siamo perfetti, perchè non ci riteniamo tali.
Ed è proprio perchè lo desidero, che cresceremo.
Dimenticherò mani, labbra, capelli, sorrisi, stomaci, balconi, macchine, freddo, canzoni, bottiglie, cappotti, banchi, libri, appunti, tossico di(e)pendenze.
Giochiamo con le persone come fossero castelli di sabbia. Facciamolo con tutti, ma non con Lei. Ma no, questa volta non ho voglia di costruire l'ennesimo castello. Finirei per distruggerlo. Come l'amore che provavamo un tempo.
Ci sono delle labbra che puntualmente ricordo quando sono fuori, sul balcone della mia camera fumando in silenzio. Sono morbide. Così morbide che la prima volta che le ho sentite rimasi stupita. Non ci credevo. Beh, quella volta non credevo in nulla, eppure è successo.
Quando non crediamo in nulla succede tutto.
Ecco perchè un anno fa non avevo nulla. Logoranti vite che si accavallavano nel mio stomaco. Ne è rimasta una, di logorante vita, che ogni tanto riappare nelle mie notti. Non mi lascia dormire. No. Perchè seppur io dorma, sono così concentrata a viverla, questa maledetta vita, che è come se stessi sveglia. La mattina sono stanca, la testa mi pesa, e mi domando il perchè debba presentarsi la notte, ora che il giorno è scomparso. Vorrei chiamarti, dirti di smetterla di farmi visita la notte. Ma so che mi risponderesti di non avere colpa. Già, perchè non ne hai mai avute.
Una volta una donna disse: io non voglio che mi dicano che sono una persona fantastica. Io voglio che mi dicano 'sei piena di difetti, ma sei la mia persona.'
Ieri sera l'ennesima persona mi ha detto che sono bellissima. Ci ho voluto credere perchè in quel momento mi sentivo sola.
Cosa trova in me la gente?
Io trovo quello che voglio, sempre. Ma non quello che desidero.
Ciò che desidero è ben lontano. E ancora non so cosa sia. Già. Al momento non desidero nulla. Se non che il tempo si fermi a Settembre. Che il tempo fermi la nostra giovinezza. La crescita dei nostri capelli. Le nostre unghie. I nostri sentimenti. Che il tempo ci fermi così come siamo, perchè siamo perfetti, perchè non ci riteniamo tali.
Ed è proprio perchè lo desidero, che cresceremo.
Dimenticherò mani, labbra, capelli, sorrisi, stomaci, balconi, macchine, freddo, canzoni, bottiglie, cappotti, banchi, libri, appunti, tossico di(e)pendenze.
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