martedì 2 febbraio 2010
Caffè al Limone.
Chiuderci nelle croissanterie a causa della fame chimica. I miei capelli dicono tutti che sono biondi. Spero ogni giorno che piova, bagnati sembrano più scuri. Siamo i soliti adolescenti che si fanno le canne e credono di saper fotografare. Tu mi fai notare che ormai hai vent'anni. Mi guardi e ridendo mi prendi in giro dicendo che sono troppo piccola, non posso capire. Fra due giorni faccio 18 anni. Mi aiuteranno a far finta di sentirmi quasi come te. Quando scoperemo penserò che è normale tra persone maggiorenni. Quando mi chiederai di venire a vivere con te ti prenderò davvero sul serio. Quando comprerò le sigarette sentirò le mie azioni legali. Continui a ridere mentre ti parlo dei miei progetti. Certi, siamo anche inondati di fumo. Dici di amarmi. Penso che è la prima volta che qualcuno me lo dice in pubblico. Soffocando le mie paure. Superando le mie attenzioni. Apri una bustina di zucchero e la versi sul tavolo. Me lo scrivi. Continuo a non parlare. Fra due giorni faccio diciotto anni e magari tu mi ami proprio perchè sono piccola. Ho quasi paura di crescere. Mangio il croissant alla marmellata di lamponi sperando che sia fatto di pozioni che fermano l'età. O anche il tempo, va bene. Vorrei ricordarti che fra un pò partiremo divisi, e tu mi ami. Che continuerai a disegnare e forse diventerai importante, e tu mi ami. Che siamo in una città che non è la mia, che non è la nostra, guarda quante coppie si baciano, ma tu mi ami. Addirittura dici che una come me non l'hai mai amata. Sono il tuo punto d'arrivo. Ed è proprio questo il problema, che siamo arrivati. Fra qualche mese cresceremo davvero, non solo all'anagrafe. Smetteremo di correre la notte cercando le luci fosforescenti dei distributori di preservativi. Mi dai ragione, e per fare il malinconico domandi cosa ho trovato di bello in te, in noi. Ti rispondo che la prima volta che abbiamo fatto sesso non ho pensato a nulla, soprattutto a nessuno. E' stato questo il bello, che con te anche prima di conoscerti bene non pensavo a nessuno. Però è vero che siamo giovani. Il tempo ci sfugge e otto mesi fa lo chiamiamo passato. Rubi il mio cappello blu per annusare i miei capelli. Non hai mai avuto un interesse per il cuore. Quello non lo possiamo toccare, e poi serve a vivere fisicamente, quando staremo male l'uno per l'altra il cuore comunque continuerà a farti vivere, mi dici sempre. Il naso soffrirà, per non sentire più il tuo odore. Le orecchie, per non udire più la tua voce. Gli occhi, per non vedere più i tuoi imbarazzati movimenti. Le mani, per non toccare più la tua pelle quando hai freddo. La bocca, per non morderti più le spalle. I nostri organi di senso soffriranno e un pò moriranno. Non il cuore. E allora perchè dici di amarmi? Perchè è vero, ti amo con i miei organi di senso. E' bello quando rendi una cosa normale, da tutti, nella nostra cosa. Ti amo con tutti i miei sensi. Suona meglio che con tutto il mio cuore. O forse suona meglio solo perchè esce dalla tua bocca. Ma che m'importa del perchè. Senza rendercene conto è mezzanotte. Ora ho solo ventiquattro ore per rimanere come siamo stati fino ad ora. Poi mi sentirò come te. Prendiamo un caffè per incentivare l'insonnia. Abbiamo deciso che rimarremo svegli per le prossime quarantotto ore. Per goderti gli ultimi sorrisi dei miei diciassetti anni e i primi baci dei miei diciotto. Mi tolgo gli occhiali, e sei l'unica persona che vedo bene anche da lontano.
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