Hai sussurrato urlando che di me non te ne fregava un cazzo. Il tuo cane rimaneva in silenzio e stranamente non ce l'aveva con me. Ti ho accarezzato i rasta. Ti ho sorriso sincera. E poi te ne sei voluto andare continuando ad affermare che di me non te ne fregava un cazzo. Ho iniziato ad odiare il genere umano da quella sera. Non per il male che mi faceva, bensì per il male che non mi faceva. Mi prendevi il viso tra le tue mani. Andava tutto bene quando i nostri cellulari erano in silenzioso.
L'irascibilità la avvicinano all'astinenza. La conosci bene, l'astinenza. Me l'hai detto quando uscivamo allo scoperto dai nostri buchi sporchi di piscio e ruggine.
venerdì 5 febbraio 2010
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