giovedì 9 dicembre 2010

Una Stagione (della vita che è finita -già-)

Mi dici che amore ma io non devo saperlo. Lo dici con gli occhi lucidi e a lutto. Vedo il tuo cuore scendere per lo stomaco e risalire su per i polmoni. Hai tutto sottosopra, anche i capelli ricci. Vorrei stare mezz'ora, quanto basta, abbracciata a te e piangere insieme perchè tanto ridere da sole è più facile. Gli obitori aperti sempre, i tabaccai un pò meno. Le parole perse nei labirinti di quella stazione di benzina. I ricordi delle date degli altri. I sette. Ricordi tutto e io non ci credo ogni volta. Le sigarette a labbra strette. Il bisogno di tutto, ma mi sembra giusto il silenzio. Il cinese e la fonetica. I caffè tachicardici. Le sorprese fatte di coincidenze macabre. Il Natale da non voler festeggiare. Le urla delle donne paranoiche. La gelosia ad ogni età. I piatti rotti. Le lasagne da non buttare. Le mani sempre fredde. Il tocco di fumo nel cassetto da non voler toccare, no, non questa mattina. Regalami un altro corpo, rottamami i piedi e mettimi qualche chilo in più.
Nonvogliopiùandarealconcertononègiustorestoquiconiltelefonobenacceso.
Nonvogliopiùfaremalelogiurologiuro. Lo giuro.
Questo è quanto.

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