lunedì 20 giugno 2011

HiPsteria

Caterina tu mi odi e io lo so di non farci bella figura.


Caterina è un nome bello come il figlio che avremo un giorno. Caterina è un nome con cui sognare. Caterina non è il nome con cui scopare. Per scopare abbiamo altri nomi. Ma tu sei innamorata, si vede, e con gli innamorati guai a parlare di scopare. Belli i tuoi pantaloncini a vita alta e ancora da scoprire.
Dì la verità, dillo che stai scrivendo di quando ad innamorarsi erano gli altri e tu trovavi piacevole bucarsi la pelle con piercing troppo grandi e dolorosi. Dillo che eri contenta ma l'hai capito solo ora che hai un'altra felicità. In fondo capita a tutti.
E perchè non parli del senso d'indifferenza di chi era con te in quegli anni?
Perchè non parli degli anni con tre zero?
Invece di scrivere, urla, qualcuno ti apprezzerà.
Non sei pronta, mi dici.
Donerai i tuoi alibi a qualche amante infedele, mi dici.
La verità è che hai troppe verità, mi neghi.


Allora un giorno scappo quando fa caldo ma a sudare sono solo i miei occhi e corro fin quando perdo il fiato nei polmoni grigi poi mi fermo e scriverò sui muri di una città che non è la mia che fa tutto schifo ma quando ci sei tu le cose migliorano. Tu però non lo leggerai mai, ed è per questo che continuerò a pensare che tutto fa schifo, perchè tu non ci sei, e le cose non migliorano mai. Ma poi diventerà sera e io capirò di essere davvero sola e allora non farà più caldo nemmeno nei miei occhi, sanguineranno solo le mie mani che scriveranno di te, di noi che non lo siamo stai mai. Avremo le ore contate anche per guardaci negli occhi. Per guardarTI negli occhi, mentre tu lavorerai con la tua fantasia che ti fa guadagnare quanto basta per non lamentarti. Una volta ho pianto nel camerino tutto nero di un negozio che mi faceva schifo perchè mi sentivo sola e il nero mi consolava, perdevo i sensi e ci affogavo dentro. Non mi hai mai preso la mano se non per metterla nelle tue mutande la prima volta che lavai anche gli occhiali per l'occasione. Sei uomo e donna. Sei falso e vero. Sei cattivo e mi ami. Sei lontano ma mi sussurri all'orecchio che sono bella con gli occhiali neri.


Apri gli occhi, è di nuovo mattina, non devi più andare a scuola, ma devi salvarti.

Nessun commento:

Posta un commento