Sono realmente innamorata dei tuoi occhi quando il sole decide di colorarli di verde.
Quando avevo quindici anni ho conosciuto la parola pain e mi piaceva, perchè mi consolava. Cosa c'entra, mi chiedi. E' che quando le nostre mani si incrociano il mio cuore sanguina e io provo molto dolore ma l'aria che tira profuma della tua schiena e come dice Morrisey, then she left pain. Cosa c'è di male nella nostra storia che mi tiene bloccata sotto le coperte per tutta una vita fin quando tu non deciderai di tornare da me?
Hai un sorriso che anche le mie vene invidiano. Le mie vene di te vorrebbero tutto. Ho i capelli spezzati dalla nostra lontananza. Ma ho anche la coscienza piena di verità che sanno di vicinanza.
Sai, la notte non ricordo più quando l'adolescenza e le sue birre riempivano le mie serate e quelle di qualche altra, oramai, triste persona. Quando eravamo insieme legate da quindici chilometri di linea telefonica.
Sai, la notte non ricordo più.
Sai, la notte cerco te e la tua anima che mi accarezza il collo.
Poi non piango, ma impazzisco senza mezze misure tra il tuo pensiero e i vocabolari bilingue a centoquaranta euro. Mi dispiace amore mio, ma non ho più soldi nemmeno per fare la spesa, come credi che possa tatuarmi i tuoi dispiaceri sui miei fianchi?
Fra qualche giorno partirai di nuovo e non potrò più scrivere inni all'insonnia in nome del tuo bellissimo corpo semi nudo da ammirare in tutta la sua carnale imperfezione. Tornerò a dormire. Tornerò a piangere. Tornerò a vivere di cose ben peggiori che il tuo amore omicida e i tuoi baci stupefacenti. Tornerò. E tu, tornerai nei miei incubi mattutini delle giornate soleggiate camminando per città inquinate, caotiche, enormi, e senza te.
mercoledì 14 marzo 2012
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