martedì 21 settembre 2010

Zuccheri Onirici

T'immagini, facciamo un figlio e scappiamo l'uno dall'altra? Tu mi dici che i figli non li vuoi, che siamo troppo egocentrici, e che per questo motivo non ci amiamo nemmeno. Ma scapperesti con me la notte per cercare di capire se abbiamo davvero un figlio? Un figlio. Hai ragione, siamo troppo egocentrici. La notte noi dormiamo, o facciamo finta di dormire nascondendoci sotto le lenzuola. Non abbiamo tempo di correre. Siamo ancora figli noi. Ma dico, più ti ho e più passerei quest'inferno con te. Un figlio.
Ma stiamo solo bevendo caffè amaro al riparo dalla pioggia. E dai figli.
Portami dove non sanno che nevica e facciamo finta di essere due sconosciuti.
Ho iniziato male, lo ammetto. Volevo di nuovo i miei diciassette anni. Ma pare sia impossibile.
Allora me ne vado al sud nella città più bella e buona a studiare una lingua che non sono sicura voglia davvero fare ma che dicono che devifareèlanuovalinguadelmercato. E condizionali varie. Tu comunque fai il pieno che partiamo eh. Senza aspettare i miei diciannove anni. Senza aspettare che Frankie torni da Tokyo o che Massimo e Michela si trasferiscano nella nuova casa. Faremo colazione con il caffè danese e la cannella a tutte le ore. Penserò a mia madre, perchè la penso sempre. Ha l'unico profumo che riesce a farmi piangere ogni volta. La pelle liscia. E il sorriso anche quando è triste, e sai, non capisco bene il perchè ma lo è spesso ultimamente. Lo dico a te, perchè è con te che a me va di parlare di Lei. Ma sai solo quello che vedi. Perchè di mia madre ci sono cose che nessuno vede. I suoi pensieri di due morti troppo precoci. I ricordi di quando piccola e con la tutina verde acqua mia nonna mi chiamava fragolina e si mise in aspettativa per stare insieme a quella fragolina. Mia madre, è l'unica persona che mi scaccia via la misantropia. Perchè ce ne sono motivi per essere misantropi. Mia madre. Partiremo io e te ma lasciami pensare almeno ancora un pò a Lei. A tutte le volte che l'ho fatta piangere. A tutte le volte che ricorda quei pianti con dei sorrisi, adesso. A tutte le volte che dalla mansarda della mia casa sento i rumori dei suoi baci a mia sorella, e provo un pò di invidia allora corro sotto e mi intrometto e ce n'è anche per me. Alle canne spente sul mio balcone e le sue aspettative pagate con settanta non voluto. Ai miei sensi di colpa e la mia voglia di rimediare ora che andrò al sud. A tutte le volte che comunque vada non la sopporterò e non mi sopporterà. Ieri sera era così che mi sentivo, in mia madre. Anche se dormiva e io invece avevo paura di dormire perchè non volevo sognare più, perchè sognare è diventato cattivo e lo sarà finchè la mia mente non si pulisce. Ma questo mia madre non lo sa, non lo sa nessuno.
D'accordo ora possiamo partire. Porterò maglie colorate per distinguermi nella neve.

sabato 18 settembre 2010

C R L A E e continua tu.

Stamattina mi trapassa una spessa linea di misantropia.
Perchè fanno ridere, tutti. Massì anche io. Anche noi.
Tutti.
Ho un sacco di cose da dirti ma non so da dove iniziare, e forse, non so nemmeno se ho voglia di farlo. Avevo deciso che io e te ci saremmo nascoste nelle macchine che non sono nostre quest'inverno. Odio chi ti sta intorno, forse per invidia, che poi invidia non deve essere, dato che fai finta con tutti. Non pensare che le cose siano belle per tutto il resto del mondo. Non puoi saperlo. Non sai nulla. E lui, lui preferisce le paure nascoste dietro smiles inutili nei pomeriggi americani di infradito e felpa. Ma questo sai, io non posso più saperlo.
Stamattina in realtà stavo bene mentre passavo l'aspirapolvere sul secondo piano di casa mia e mia madre rideva perchè sapeva il fatto suo. Non mi andava nessuno, nemmeno G.



Si. Vi odio. Come voi odiate me.

venerdì 17 settembre 2010

Oggi ero nella macchina grigia, su un rettilineo, ho acceso una sigaretta e intorno c'era il nulla. Solo cielo e nuvole. Tanto cielo. Ho abbassato il finestrino, ho buttato la sigaretta appena accesa, con convinzione, sono uscita fuori con la testa e ho pianto -ma non di malinconia- per le nuvole. Ma stavo bene, il vento era caldo anche se qui dicono che fa sempre freddo. Ho respirato come si respira poche volte nella vita. E ho guardato il cielo colorato dal seppia dei miei occhiali da sole. Quelli belli, quelli graduati, quelli che mio papà ha detto devo tenermi stretta, e che mi fanno sempre felice.
Il (venerdì) diciassette non porta sfiga. Sono le persone che non sanno utilizzarlo con cura.

martedì 14 settembre 2010

Va tutto Bene, non ti devi preoccupare

Stanotte ero ad un concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti, e Davide Toffolo cantava Country Boy. Ed io ero contenta, perchè al loro ultimo concerto non c'era, e la volevo tanto. Cantavo anche io e la voce non se ne andava, non se ne andavano le forze. Pogavo come non avevo mai fatto, avevo anche la maschera, e non sudavo. Ero praticamente perfetta. Poi arrivi tu, piangi disperato, ma senza lacrime. Mi abbracciavi, e io sentivo il mio collo bagnato nonostante tutto. Intanto Davide Toffolo continuava. But I'm a Country Boy, e un futuro non ce l'ho.. Non sentivo più nulla, nemmeno la sua voce. Solo le tue lacrime asciutte. Sono scappata con te anche se non me lo hai chiesto. Ho visto per un ultima volta la gente che rimaneva li, e che occupava il mio posto in prima fila. Ho visto le luci psichedeliche, il pogo placarsi. Mi pare di aver visto anche una suora. Ma niente più Toffolo e gli altri, solo un velo davanti a tutti. Io comunque noncurante me ne sono andata, e un pò -solo un pò- mi è dispiaciuto. Ma sono andata via perchè ne avevi bisogno, e ho pensato che condivido quest'inferno con te..

lunedì 13 settembre 2010

Ci guardano male

Io e D. siamo stati a Copenhagen per scappare, entrambi, da me stessa.
E' andata così bene che mi sono eliminata del tutto ed ora sto bene.

Ma mi manca Chiara, dio se mi manca.
Mi manca anche non sentirla piangere al telefono e saperla piangere in un angolo.
Ma farai finta di nulla, vero?

lunedì 30 agosto 2010

RiTorni

Ho scoperto un amore tossico del tutto nuovo.
Ho trovato il rancore di cui avevo bisogno, per entrambi.