domenica 10 ottobre 2010

Ieri i tuoi occhi rossi pieni di lacrime e il mio collo bagnato erano la cosa più vera che ho visto, sentito, amato.. dopo tanto tempo. A
Allora è domenica sera tu stai per venire da me ma a me viene la malinconia perchè tra una settimana mi troverò in una stanza da sola e avrò i piedi freddi ma non me ne curerò e avrò l'ansia e la voglia di trovarmi tra le tue braccia. Perchè poi quando sono sola penso di più, e mi fanno male tante cose. Tante persone. Poche persone. Una. Una che ne abbraccia tante, sì.
D. ci ha detto che ci aspetta a Bologna, al più presto anzi se venite a metà novembre è meglio. E' meglio e noi sappiamo il perchè. Non scapparmi tra le dita mentre con una mano guido i tuoi lineamenti e tu fai finta di star bene ma non stai bene, non stiamo bene e piangiamo.
Accompagnami ancora tra i canali di Copenahgen ridendo senza fiato e bevendo caffè che sa di cannella. E' l'università, non la fine del mondo. Ma mi sento sola, e inizio ad avere i piedi freddi, amore mio.

venerdì 8 ottobre 2010

La ragazza (non) l'amo.

Stanotte eravamo in quattro in macchina, i soliti quattro delle ultime serate. Io ero dietro con M., mi inizia a prendere la mano, ad accarezzarmela, poi prende e mi bacia. Mi bacia così bene che ne avrei voluto un altro. Ero contenta, perchè lei era venuta da me, e io comunque stavolta avevo limitato le mie azioni. Erano le due e cinquantatre, mi sveglio immediatamente. Decido di farmi un'altra canna.

mercoledì 6 ottobre 2010

Puoi dirlo a Tutti

Abbiamo deciso che il prossimo fine settimana sarà a Bologna per festeggiare che non ci sarà poi così tanto da festeggiare quando me ne andrò e non saprò che fare nelle sere napoletane senza il freddo e il rosso della mia casa. Il rosso degli occhi stanchi alle due di notte nelle macchine grigie. Il rosso del telefono che significa 'ciao R. sto passando ci fumiamo una sigaretta e poi a letto' e così fino alle quattro perchè ci divertiamo e non ce ne accorgiamo. Poi c'è il verde della mia camera. Il verde delle nostre vene che però dicono son blu. Il verde dell'erba di P. che non manca mai. Il biondo di F. che non vedrò tutti i giorni, i suoi occhi blu, le ciocche lunghe e viola (come ero io qualche anno fa ed ero contenta -solo per quelle ciocche-), l'amore che solo ad una sorella posso dare. E che solo a lei, mia Sorella -quella vera-, voglio dare. E insomma, quanti altri colori mi mancheranno? Il giallo delle nostre maglie. Il giallo del sole dove fa sempre e comunque freddo. Il bianco della neve. Il naso blu.
Regalami una tavolozza, penserò io a metterci su i colori.

mercoledì 29 settembre 2010

I tempi del Kerosene

Erano mesi che non ti pensavo.
So solo che ho la tua stessa voglia di tornare indietro e restare lì, nell'età che ci piaceva, che mi invidiavi, che invidierò.

domenica 26 settembre 2010

La Donna, l'amo.

Stamattina mi sono svegliata con l'idea di voler respirare libertà.
Oggi comunque, non si pensa a nulla, è il compleanno della Donna. La miapersempre Donna.
Tanti auguri mamma. (:
Auguri a te e al profumo che porti da quando sono nata.

sabato 25 settembre 2010

Tu, la ragazza l'ami?

Sono le cinque e ventuno di mattina e dovrei dormire ma invece no, mi sono appena svegliata ma è come se non avessi dormito perchè non ero stanca, ma solo troppo fatta. Ho deciso che se non mi metto a scrivere ora quando lo faccio? No mai più in effetti. Mi piace usare la penna, fa meno rumore della tastiera e l'odore d'inchiostro mi consola. Sono rimasta fino alle cinque e diciotto, o forse e diciassette non lo so tento di dimenticarlo quel numero allora occhei erano le cinque e diciotto sul divano verde comprato nei giorni di pericolo, non ricordo se vicino a me c'era qualcuno. Non ricordo molto, in effetti. Ma ero stupita dal fatto che non avessi freddo. No, non ce l'avevo. Avevo le converse rovinate dal tempo e dall'affetto che provo per loro, perchè mi piace volere bene ai miei vestiti, riflettendoci loro vivono le stesse cose che magari a volte vorrei durassero in eterno. E' come se fossimo in due (o in tre o in quattro e così via) a segregare un ricordo, ho la sicurezza che alcuni avvenimenti non li dimenticherò mai. Come il cardigan giallo che mettevo quando uscivo con lei, perchè in quei giorni ero colorata, ed anche il mio cuore lo Era. Perchè amavo la ragazza più bella del mondo che era solo mia e aveva il collo bianco latte e a me il latte è sempre piaciuto, non come a lei. Fortunatamente la mia pelle non era bianco latte così le potevo piacere di più. Insomma, quelle converse rovinate non mi facevano sentire freddo. Ci sarei rimasta tutta la notte su quel divano ma la tivù mi dava fastidio e io volevo solo un'altra canna. L'uomo che era con me, che non è più un uomo qualunque -l'ho capito quando ad agosto faceva caldo sugli scogli ma io piangevo e mi coprivo e non sudavo avevo sempre più freddo- mi ha risposto di no, forse per mantenere quel poco di senso di responsabilità che uno dovrebbe avere dopo i venticinque anni. Ora che sono a letto e scrivo spero non faccia una scossa, ma mi sento abbastanza lucida dopo quindici ore che non posso dormire. Penso a cosa mettermi domani sera alla presentazione del libro di Matteo. Ma che m'importa. Ma che m'importa? Dico, in generale, che vita faccio? A me piace. Piace da piangere quando sono lucida. Infatti un pò mi va adesso. E' che non sono pronta per sognare, non ne ho voglia. Sogno i miei fantasmi ancora vivi e vegeti e li odio perchè sono tutto quello che non volevo mi accadesse. E gli incubi che non faccio la notte, accadono il giorno. Eppure nessuno se ne accorge, nemmeno coloro che recitano di ascoltarmi. C'è B. che va ad alcuni incontri di ascolto, o roba del genere, dice che ha disturbi d'ansia, il medico è convinto che debba drogarsi di meno. Ma dimmi di che ti fai tu? Non mi risponde ma mi indica un tizio obeso con la voce in falsetto e mi dice che quello si è fatto anche il cervello. Cosa vuole dirmi, che dovrei cambiare vita così la smetterò con i miei incubi? B. non mi dice nulla, parla, blatera, ma in fondo non mi dice nulla. Però mi dà un bellissimo bacio sulla guancia destra, e io decido che sorridergli per ora va bene. Prendiamo la macchina e c'è il sole caldo di maggio, ma tanto fra cinque minuti moriremo tutti dal freddo un'altra volta, non ci importa, vogliamo solo il tè alla menta. E ora sono le cinque e quarantasette e si è aperta la valvola dei ricordi, quelli belli alla Flaubert, dove ti ricordi ogni particolare, allora mi butto sotto le coperte con le mie orecchie coperte dai Non Voglio Che Clara e ricordo. Ricordo tutto, senza tempo nè spazio, senza ordine, senza gerarchie sentimentali. Tutti uguali stavolta, i miei ricordi.
Tutte uguali, le persone.

mercoledì 22 settembre 2010

Aspettative (ri)Pagate

Ieri notte eravamo in macchina tornando dalle condoglianze precoci e c'era silenzio sulle nostre bocche e i King of Convenience nello stereo. Mentre loro cantavano e tu guidavi e sbagliavi strada io mi immaginavo ballando sulle spiagge che a te piacciono d'estate e anche d'inverno, anche se d'inverno non ci vive nessuno lì. I King chiedono hey baby, what is love? Io dentro di me rido. Mi sento sola, lo ammetto. Ho iniziato a sentirmi sola quando C. mi ha detto che si sente sola, e la mia impotenza ha straripato nelle mie vene. Ma ridevo comunque perchè eri bello, e sei la prima bellezza di cui mi rendo conto dopo tempo. Forse anche troppo tardi. Aspettiamo l'inverno perchè a me piace il freddo e tu non hai mai freddo, allora mi piace ancora di più perchè soffrirò solo io ma sono felice. Anzi, mi rattrista andare a studiare in una città dove c'è sempre il sole e la neve non esiste. Abbiamo deciso che per i miei diciannove anni (che davvero sono solo miei) andremo ad Amsterdam perchè altrimenti tu invecchi troppo e finiremo solo per bere tè nei coffee shop. Ci va di passare il capodanno a Vienna, ma sai benissimo che per il lavoro che non faccio resteremo in Italia ma va bene comunque, ci consoleremo con cinque mostre in una settimana tutte in città diverse.