Perchè al posto del cuore
Hai il veleno che aveva in gola Napoleone
sabato 15 dicembre 2012
lunedì 26 novembre 2012
venerdì 16 novembre 2012
C come lontananza
Forse non ci tornerò più sul letto di Charlotte.
Forse non la bacerò più sotto i letti del sabato sera.
Forse non tornerò più in Italia.
Forse smetterò di studiare cinese.
Forse non c'è nessuno che mi ami così tanto da aspettare così a lungo.
Ma Charlotte mi ama così tanto che ancora non lava le lenzuola dall'ultima volta che siamo state insieme li sotto. Ed era domenica. E poi lunedì. E martedì. E mercoledì. E giovedì, sebbene ubriache e senza coscienza.
Quindi in fondo non ho bisogno di una città per star bene, e questo Charlotte lo ha sempre saputo. Charlotte mi ama così tanto che aspetta sempre. Aspetta anche le mie consapevolezze.
Charlotte ha le labbra che sembrano un mare in tempesta e gli occhi color bosco.
Essere lei non ha misura.
Quando le sue mani mi spogliano la coscienza mi sorride come se avesse cinque anni. Io invece invecchio di amore se sono accanto a lei.
Charlotte mi ha promesso che la prossima volta che ci vedremo mi bacerà di fronte al mare del Nord dividendo la stessa sciarpa, perchè non c'è freddo che tenga all'amore che prova per me.
Perchè per me farebbe di tutto.
Charlotte.
Charlotte.
Charlotte mi dice(va) tante cose.
Ma ora dove sei?
Sento solo il peso della distanza e i quadri della nostra futura casa che crollano insieme alle consapevolezze che tanto hai aspettato.
Forse non la bacerò più sotto i letti del sabato sera.
Forse non tornerò più in Italia.
Forse smetterò di studiare cinese.
Forse non c'è nessuno che mi ami così tanto da aspettare così a lungo.
Ma Charlotte mi ama così tanto che ancora non lava le lenzuola dall'ultima volta che siamo state insieme li sotto. Ed era domenica. E poi lunedì. E martedì. E mercoledì. E giovedì, sebbene ubriache e senza coscienza.
Quindi in fondo non ho bisogno di una città per star bene, e questo Charlotte lo ha sempre saputo. Charlotte mi ama così tanto che aspetta sempre. Aspetta anche le mie consapevolezze.
Charlotte ha le labbra che sembrano un mare in tempesta e gli occhi color bosco.
Essere lei non ha misura.
Quando le sue mani mi spogliano la coscienza mi sorride come se avesse cinque anni. Io invece invecchio di amore se sono accanto a lei.
Charlotte mi ha promesso che la prossima volta che ci vedremo mi bacerà di fronte al mare del Nord dividendo la stessa sciarpa, perchè non c'è freddo che tenga all'amore che prova per me.
Perchè per me farebbe di tutto.
Charlotte.
Charlotte.
Charlotte mi dice(va) tante cose.
Ma ora dove sei?
Sento solo il peso della distanza e i quadri della nostra futura casa che crollano insieme alle consapevolezze che tanto hai aspettato.
mercoledì 17 ottobre 2012
Stendhal by my side
Manchi solo Tu e sarà la nostra bellezza a dipingere Leonid Afremov con spatole di colore che mi spezzano il fiato. Non posso parlare di perfezione quando non ci sei. Non posso farlo nemmeno quando ci sei. Non lo sei affatto. Ma sei maledettamente bello anche quando mi saluti dall'altra parte del computer maledicendo le distanze. Sempre.
giovedì 4 ottobre 2012
Take me out (?)
Le lettere maiuscole ci ricordano che siamo importanti.
Non siamo noi a decidere, ma le keyboards dei nostri occhi.
Ed è bellissimo averti qui con me cinque giorni al mese.
E' bellissimo dormire accanto a te cinque giorni al mese.
E' bellissimo vivere con te cinque giorni al mese.
Sei bellissimo.
E se aspetti cinque mesi forse (solo) cinque giorni al mese saremo lontani.
Non siamo noi a decidere, ma le keyboards dei nostri occhi.
Ed è bellissimo averti qui con me cinque giorni al mese.
E' bellissimo dormire accanto a te cinque giorni al mese.
E' bellissimo vivere con te cinque giorni al mese.
Sei bellissimo.
E se aspetti cinque mesi forse (solo) cinque giorni al mese saremo lontani.
mercoledì 18 luglio 2012
Lulù deve studiare Marc Augè?
Birra, tabacco e discorsi in inglese a cui mi rispondi in francese. Ti amo così tanto che quando ridiamo mi fa male la faccia. E mi fa sempre male. Mi prometti che mi farai ridere anche all'estero. Tra i canali delle città del nord Europa a cui vorremo abituarci ben presto.
E ho vinto una borsa di studio, amore mio. Mentre tu hai vinto il mio cuore senza concorsi, graduatorie, documenti interminabili e carta da non riciclare.
Vieni via con me, restiamo sotto le coperte dell'Ikea tutta una giornata che per visitare l'Olanda abbiamo sei mesi.
E ho vinto una borsa di studio, amore mio. Mentre tu hai vinto il mio cuore senza concorsi, graduatorie, documenti interminabili e carta da non riciclare.
Vieni via con me, restiamo sotto le coperte dell'Ikea tutta una giornata che per visitare l'Olanda abbiamo sei mesi.
venerdì 29 giugno 2012
Sebbene decidemmo di volerci giorno e notte
Secondo me fare l'artista è una sofferenza. No è che ti vedo con quel tuo sguardo spento, mentre fumi una sigaretta e quando facciamo l'amore soffri anche mentre mi guardi. Poi magari ho pensato che si trattasse di me, sai magari non ero io ciò che volevi, ma ti faccio troppo pena per privarmi del tuo corpo sul mio. Solo dopo ho capito che ti piace soffrire. Da quando ti conosco non fai altro che soffrire.
Ti ammiro come fossi un'opera d'arte. Sei la mia sindrome di Stendhal. Troppo banale, hai ragione. Hai ragione. Ma che ci posso fare se averti nella stessa stanza mi destabilizza i sensi.
Ma ti rendi triste da solo pur non rendendoti conto della bellezza che hai nelle tue mani. Le tue mani quando mi spogliano. Le tue mani quando scrivono. Le tue mani quando asciugano le tue lacrime.
Una ragazza mi ha chiesto se avevo un vestito rosso da indossare mentre avrei dovuto leggere alcune tue righe. Mi hai chiesto di andare vestita di verde, perchè è così che sono gli occhi che ti hanno aiutato. Ma i miei occhi non sono verdi.
Però mi ami, mi ami. Si mi ami. Lo dici dal terzo giorno che ci siamo rinchiusi in casa senza cibo ma solo tempere.
E io ti amo, ti amo. Lo penso da sempre. Non te l'ho detto mai.
Vattene via amore mio.
Scappami tra le dita ma e giaci nel mondo che è dentro la mia pancia.
Ti ammiro come fossi un'opera d'arte. Sei la mia sindrome di Stendhal. Troppo banale, hai ragione. Hai ragione. Ma che ci posso fare se averti nella stessa stanza mi destabilizza i sensi.
Ma ti rendi triste da solo pur non rendendoti conto della bellezza che hai nelle tue mani. Le tue mani quando mi spogliano. Le tue mani quando scrivono. Le tue mani quando asciugano le tue lacrime.
Una ragazza mi ha chiesto se avevo un vestito rosso da indossare mentre avrei dovuto leggere alcune tue righe. Mi hai chiesto di andare vestita di verde, perchè è così che sono gli occhi che ti hanno aiutato. Ma i miei occhi non sono verdi.
Però mi ami, mi ami. Si mi ami. Lo dici dal terzo giorno che ci siamo rinchiusi in casa senza cibo ma solo tempere.
E io ti amo, ti amo. Lo penso da sempre. Non te l'ho detto mai.
Vattene via amore mio.
Scappami tra le dita ma e giaci nel mondo che è dentro la mia pancia.
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