Secondo me fare l'artista è una sofferenza. No è che ti vedo con quel tuo sguardo spento, mentre fumi una sigaretta e quando facciamo l'amore soffri anche mentre mi guardi. Poi magari ho pensato che si trattasse di me, sai magari non ero io ciò che volevi, ma ti faccio troppo pena per privarmi del tuo corpo sul mio. Solo dopo ho capito che ti piace soffrire. Da quando ti conosco non fai altro che soffrire.
Ti ammiro come fossi un'opera d'arte. Sei la mia sindrome di Stendhal. Troppo banale, hai ragione. Hai ragione. Ma che ci posso fare se averti nella stessa stanza mi destabilizza i sensi.
Ma ti rendi triste da solo pur non rendendoti conto della bellezza che hai nelle tue mani. Le tue mani quando mi spogliano. Le tue mani quando scrivono. Le tue mani quando asciugano le tue lacrime.
Una ragazza mi ha chiesto se avevo un vestito rosso da indossare mentre avrei dovuto leggere alcune tue righe. Mi hai chiesto di andare vestita di verde, perchè è così che sono gli occhi che ti hanno aiutato. Ma i miei occhi non sono verdi.
Però mi ami, mi ami. Si mi ami. Lo dici dal terzo giorno che ci siamo rinchiusi in casa senza cibo ma solo tempere.
E io ti amo, ti amo. Lo penso da sempre. Non te l'ho detto mai.
Vattene via amore mio.
Scappami tra le dita ma e giaci nel mondo che è dentro la mia pancia.
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