venerdì 15 giugno 2012

Voleva solo l'inverno

Era una domenica notte ed il cielo sembrava unico.
Reazioni chimiche sulla mia pelle.
Natura nei tuoi occhi.
Mi bacerai più sotto questi portici il prossimo inverno? Te lo chiesi a tre millimetri dalle tue labbra ma tu non riuscisti a sentirmi perchè avevi troppa voglia di baciarmi, dicevi. Così pensai bene di non porti più domande, almeno fin quando il dolore nel mio cuore fosse anestetizzato dalle tue mani sui miei fianchi. Intanto iniziò a nevicare e tu mi invitasti a salire in macchina. Ma poi per dove? Io non ricordo la strada, non ricordo nemmeno in che città eravamo. Sorridevi, eri felice. Sarebbe stato un peccato mortale distogliere lo sguardo dalle tue movenze color panna.
In un'enoteca fatta in pietra e legno beviamo vino fino al mattino. Labbra rosse, guance rosse, occhi azzurri.
Non ricordo che mese era, ma faceva freddo e avevo caldo. Non badavamo a nulla. Non ci importava di nulla.
A me importava solo di te. Sublimazione della mia pelle quando il tuo corpo mi sfiorava.

Bastò solo una stagione per farmi capire che era un giorno come tanti, semplicemente un pò più fortunato per me. E un giorno in cui non avevi nulla di meglio da fare, per te. Capii solo un cappello di lana in meno che non eri felice, eri solo senza pensieri. Ci vollero ore ininterrotte di viaggio e tre sigarette per farmi costruire sorrisi, e una primavera che non aspettavo per distruggerli. Avrei dovuto porti almeno una domanda. Giusto per soffrire almeno un pò mentre facendo l'amore tu non mi dicevi nulla. Mi bacerai più sotto questi portici il prossimo inverno? 
Non credo esisteranno altre stagioni insieme, avresti dovuto rispondermi.

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