Mi basti svegliarmi con te che dici o scrivi il mio nome la domenica.
Sarei capace di immaginarmi noi due nello stesso letto, sotto lenzuola bianche. Mi divertirebbe sapere che tu mi stia fissando mentre apro gli occhi. E avere un sorriso come quelli che non si vedono spesso, uno di quelli che la gente riserva solo per occasioni speciali e uniche.
Già, mi piace immaginare. Mi piace immaginarti. Immaginarci. Se è quello che ho, me lo faccio bastare. Non voglio chiedere altro, potrebbe solo farmi male non riuscendo ad averlo. Posso anche vederti con altra gente che non sia io e che non ti dia il minimo accenno di me. Va bene. Non posso averti sempre. Però so che ti ho avuto. Che ci sono stati quei pomeriggi, quelle giornate, quelle notti in cui c'ero solo io. E allora va bene. Starò male. Perderò di vista quel sorriso unico e speciale. Ma va bene, so di esserci stata. Mi piacerebbe pensare di essere come il sole a mezzogiorno. Urlarlo, sentirlo davvero quel caldo. Ma per ora riesco solo a sentire i gradi sottozero di questa città che mi ha annoiato, che sa di abitudinario, di medievale, e di terremoti che mettono in ansia la gente. Ogni uomo che incontro cerco di modellarlo a tua immagine. Dirgli 'ehi, che ne dici se ti facessi crescere i capelli!' 'Sai disegnare?' 'Posso accarezzarti la testa e vederti andare in estasi?' Ma alla fine mi limito a prenderci un caffè. Parlare di università. Scuola. Tempi passati. Roba di cui potrei fare benissimo a meno, ma che le circostanze ti impongono.
Ma dopo tutto sto bene, perchè anche se nessuno sa di me, di te, le labbra si aprono fiere come un sipario, e gli occhi guardano il vuoto. Che è riempito da te.
Cerco un cielo blu scuro.
domenica 1 febbraio 2009
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