Suona. Suona più forte. Estasiami con le tue note che arruginiscono il cuore come ferro sotto l'acqua. Non voglio più fumare, nè bere. Voglio solo morire tra le tue note.
Pensi che non sappia perchè tu lo stia facendo? Pensi di far finta di nulla? So che stai andando via. Che fra qualche ora rimarrò in questa camera da sola, seminuda su questo divano che canterà ciò che tu non suonerai più.
In fondo l'abbiamo sempre saputo. E allora non mi lamento. Lascio solo sanguinare un pò di mascare sul mio viso. Ma dopo. Ora tu sei qui e io mi sento viva come non mi è mai capitato.
Suona. Suona e non fermarti. Suona con la stessa passione con cui mi ami su questo divano. Suona delicatamente come se le tue dita fossero sulla mia bianca schiena. Suoni e sanguini. Intravedo piccole gocce che cadono come pioggia su questo pavimento di legno che sa dei nostri peccati. Stai sanguinando. Lo fai solo per me. Continui come se niente fosse. Ho voglia di quel tuo colore su di me. Voglio amalgamarmi in un turbine temporale con te. Mi avvicino. La tastiera rossa e bianca. Rovinata dal tempo e dal sangue. Il tuo sangue. Ho deciso che non toglierò più nulla che ti riguarda in questa stanza. Tantomeno il pianoforte macchiato delle tue note che escono direttamente dalle tue mani. Mani che travolgo con le mie, le quali mi lascio macchiare. Per sentirmi ancora più parte di te. Per rendermi conto che sei vivo, e se lo sei in questo momento è grazie a me. Scivolo sulle tue braccia macchiando anche quelle. E in un attimo me le ritrovo intorno al mio corpo che con te sento esile e insignificante. La musica resta viva nell'arta nonostante tu non stia più suonando. Vorrei parlarti, vorrei dirti tutte le cose che penso. Perchè magari questa è l'ultima volta che ci vediamo. Ma i nostri respiri sono troppo perfetti questa sera. Sarei blasfema se li rovinassi. So che comunque sro dicendo tutto, anche senza parlare. E tu mi capisci come nessuno ha mai fatto. Ci stiamo mischiando con tutto quel rosso che non può che piacerci.
Su un pavimento di legno e sangue.
venerdì 20 marzo 2009
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