lunedì 4 maggio 2009

3.32

E' da ieri che ho iniziato a vivere di nuovo nella mia casa. Se vogliamo chiamarlo vivere. In realtà non si vive più. Ma a me piace giocare alla vita normale. Per quanto questa fottuta terra me lo conceda. Ho riniziato ad ascoltare di nuovo musica. Ho riniziato a scrivere. Ho RI-iniziato. Per un attimo sembrava davvero un nuovo inizio. Poi mi sono resa conto che in questa città si sono insediate Disperazione e Distruzione. Le scrivo con la lettera maiuscola perchè sono state capaci di tanto. E non mi va di sottovalutarle. E con loro non si riesce a convivere in serenità. In verità lei è scappata da L'Aquila il 6 aprile. Ha avuto paura anche lei del terremoto.
Faccio un giro con la macchina, quasi come fosse un safari. Come una mano che stringe una lattina così il mio stomaco. Il mio cuore. Il mio cervello. Vedo la mia vita nelle case inagibili. Nelle pareti sventrate. Nelle strade ricoperte di macerie. Mi domando se i vigili del fuoco siano capaci di recuperare anche i Ricordi di tutti noi. Poi mi rendo conto che le gru raccoglieranno con i sassi anche quelli. E ne rimarrà solo il pensiero. Vite vissute alla grande perlomeno.
Vedo la mia adolescenza finita. Non che sia diventata matura, assolutamente. Parlo dell'adolescenza fatta di fughe mattutine, di sfattanze notturne, di caffè all'Arcobaleno, di sigarette a Cioccolandia, di serate al Picchio, di inciuccate al Cassius, di attese a Piazza Palazzo. Di pseudo shopping per il corso. Che tanto i soldi non ce li avevamo mai, ma noi ci divertivamo a fare finta del contrario. Parlo della scuola che noi abbiamo tanto odiato, ma che in fondo ora che non c'è, è come se il 50% della nostra vita sia crollata. Noia, Timore, Ansia, Pianto. Benvenute. Cerchiamo in tutti i modi di dar loro la migliore delle accoglienze affinchè siano clementi con noi. Invano, per il momento. Fra 10 anni questa città non mi apparterrà più. E io non posso che piangere quella vecchia. Salutare la mia adolescenza, e ringraziarla, perchè è stata quella che ho voluto. Mi è piaciuta. Ah si, per ultima ma non meno importante un caloroso saluto a Malinconia! Grande compagna di questo tempo che scorre lento. Ma che anche se scorresse veloce sarebbe la stessa cosa. In mezzo c'è sempre il Vuoto.

Giusto, dimenticavo la mia amica Lontananza. Amica da sempre.


Nel frattempo gioco a 'vita normale'. Tanto per sorridere dei Ricordi che ora fanno male e ora fanno bene.
E saluto New York. Che ho scoperto è davvero così lontano come dicono.

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