mercoledì 18 dicembre 2013

Grecità(mo)

Mi piace morire tre volte al dì
Particolarmente a metà mattina, quando ho bisogno del dramma nella mia vita
Poi forse il pomeriggio
O magari muoio tre volte tutte in una volta
Allora li ci vorrebbe Aristotele a studiare lo sviluppo della (mia) tragedia greca
Azione e tempo, in tal caso, raggiungono l'unità
E rido
Ossì se rido
Faccio l'amore con gli anni trenta
Mi tuffo in piscina con Sharon Tate poco prima di essere accoltellata
Sono nuda
Ti piaccio
Mi sento un feto abbandonato dallo stesso utero e chiuso in un barattolo per essere studiato
Un verme farebbe meno orrore
Ma non a te, no
Tu mi prendi, mi pulisci, succhi via dal mio organismo la massa polposa di marcio che ho accumulato con il tempo all'interno della mia provetta
E adesso, non marcirai anche tu?
Ennò mia cara, non sono come te
Striscio tra l'erba dei giardini dell'Eden che hai sistemato nella tua camera da letto per quando sarei tornata
Una catarsi primordiale che non riesco a spiegare se non lasciandomi andare a baci bagnati
Quando perdo litri di liquidi mentre strizzi il mio seno piccolo e dolorante

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