mercoledì 11 dicembre 2013

Lo s(ar)o(')

Ieri ho aggiunto un'altra bellezza nella mia vita quotidiana: il rumore che fanno i miei tacchi quando sono in un museo.
Mi immagino Georgette.
Mi immagino felice. Lo sono.
Ho camminato per ore in mezzo a scatole di cartone con iscrizioni ungheresi a me sconosciute.
Provavo a leggerle, scarsi successi.
Mi immaginavo felice. Ma lo ero!
Quando non camminavo mi rattristavo. E allora su e giù, un palazzo nero ed io che vi nuotavo dentro. Un cielo blu acceso e una città coperta di luci notturne. I colori dell'ungheria mi ricordano i quadri di Magritte, dove tutto è normale ma solo a prima vista.
Ma che novità!, mi direbbe qualcuno.
Sono ripetitiva, vero, ma che ci posso fare se rimarrà sempre il mio amore sofferto e mai consumato?
E' una tua scelta, direbbe adesso Magritte.
E' un tuo diritto non farti rovinare la vita da me, gli risponderei.
Ma chi sei tu per dirlo?
Il mio peggiore incubo. Tachicardia, attacchi di panico, continuo a camminare incessantemente per tutti i musei della mia vita.
Mi immaginavo felice!

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