giovedì 30 dicembre 2010

lunedì 27 dicembre 2010

Dal basso dei tuoi trentanove anni dici che t'hanno detto che non sei sola. Che quando sei in casa la percepisci anche tu la non-solitudine. Mi piacciono le tue lacrime, mi piace il bene che vuoi a tua sorella. Mi piace abbracciarti come fossi un'amica e sentire il tuo profumo simile a quello di mia madre. No, non sei un'amica, e te lo dico che di amiche io non ne ho bisogno. Me ne basta una ormai, ma non ho bisogno di vere amiche. Ho piuttosto bisogno di persone. Tu sei una di quelle. Ora che ci penso sei l'unica. Ma mi piace vederti piangere sentimenti ingabbiati come poeti che hanno voglia di scrivere ma non hanno una penna. E lo ammetto, ho paura quando mi racconti di chi è scomparso troppo presto ma resta comunque con noi, però mi piace allo stesso tempo. Capisco qualunque cosa tu voglia e mi dica, davvero. Non voglio appoggiarti, e nemmeno il contrario. Vorrei fossi felice e so che non lo sei se non poche volte. Se non quando i tuoi figli giocano con i dinosauri di gomma e ridono chiedendoci di far loro sempre più solletico. I figli dai capelli biondi e gli occhi azzurri come mia sorella. Chissà da dove sono usciti, ci chiediamo. Se lo chiedono tutti. Bambini svedesi deportati nella provincia di Caserta.
Tuo padre nei sogni ti dice che non sei sola, che ti aiuta, che ci vuole pazienza e ti accarezza la pancia. Te lo dice anche qualcunaltro con il nome bello. Allora penso che anche io non sono sola, che quando ne avrò bisogno c'è chi aiuterà anche me. Al di fuori di ogni dio ed ogni cielo. Tu non parli di questo.
Io nel frattempo continuo a deturparmi le tempie che mi bruciano. Sono una piromane di me stessa, e del tempo che mi danno.

venerdì 17 dicembre 2010

Tu non ricordi, o forse non lo sai
ma scrivevo frasi di dolore
col nero, o con il verde
forse anche con la penna perchè faceva un pò più male
scrivevo i tuoi capelli sul mio collo
le tue mani sulla mia pancia
ma mi piaceva più la tua, di pancia
mi piaceva anche quello che c'era dentro
una vita intera in cui io non c'ero
perchè non hai mai voluto vedere ciò che c'era dentro me?
mi sento rovinata dalle parole e dal tempo
dalle mani colpevoli
dalle ragazze con la pelle di latte
l'immaturità che sembra sempre degli altri non mi rende migliore
voglio solo amarLo come non si è mai fatto con nessuno
Lo amo come non si è mai fatto con nessuno
con il cuore sempre acceso
le converse con i buchi
e le sciarpe di lana danesi
poche sigarette stavolta
giusto quelle per la pausa lezione
i week end pieni di neve non ci permettono di vederci
non vedo l'ora di regalargli le mie mani per Natale
il colore dello smalto blu come le vene che indossiamo mi fa più bella
questo mi dici
io ti dico che ti amo
mi piace
scusa, potessi morirei da marzo a giugno
a sangue freddo

lunedì 13 dicembre 2010

Perchè siamo arrivati a piangere parole lette male sugli schermi dei computer accesi?
Paura o nevrosi?

venerdì 10 dicembre 2010

Non c'era bisogno di cancellare.
Non due anni e due giorni dopo.
Avrei aspettato almeno altri due inverni.
Due, come noi non lo siamo mai stati.

giovedì 9 dicembre 2010

Una Stagione (della vita che è finita -già-)

Mi dici che amore ma io non devo saperlo. Lo dici con gli occhi lucidi e a lutto. Vedo il tuo cuore scendere per lo stomaco e risalire su per i polmoni. Hai tutto sottosopra, anche i capelli ricci. Vorrei stare mezz'ora, quanto basta, abbracciata a te e piangere insieme perchè tanto ridere da sole è più facile. Gli obitori aperti sempre, i tabaccai un pò meno. Le parole perse nei labirinti di quella stazione di benzina. I ricordi delle date degli altri. I sette. Ricordi tutto e io non ci credo ogni volta. Le sigarette a labbra strette. Il bisogno di tutto, ma mi sembra giusto il silenzio. Il cinese e la fonetica. I caffè tachicardici. Le sorprese fatte di coincidenze macabre. Il Natale da non voler festeggiare. Le urla delle donne paranoiche. La gelosia ad ogni età. I piatti rotti. Le lasagne da non buttare. Le mani sempre fredde. Il tocco di fumo nel cassetto da non voler toccare, no, non questa mattina. Regalami un altro corpo, rottamami i piedi e mettimi qualche chilo in più.
Nonvogliopiùandarealconcertononègiustorestoquiconiltelefonobenacceso.
Nonvogliopiùfaremalelogiurologiuro. Lo giuro.
Questo è quanto.

domenica 5 dicembre 2010

E' sera ma non troppo sera per incominciare a studiare e sentirsi meno in colpa di tutto il cibo e il fumo del week end. Sono così piena che non mangerò tutta la settimana, dico. Dico tante cose, dico anche questo. Dico anche che son innamorata, e lo sento, ma davvero. Sulla riviera napoletana mi baci con sigarette e sudore di un concerto che non ci aspettavamo, dove vedo il Bianconi che mi mette una mano sul fianco e ci facciamo una foto insieme, poi mi tatua il suo nome sul braccio. La pizza a tutte le ore e i cornetti caldi alle tre quando non vogliamo tornare a casa perchè non credevo, ma è bello girare la sera qui, ha tutto un altro sapore e fa anche freddo adesso. Ti amo senza il tempo che c'era. Perchè la vicinanza non la fa un corpo, e tu non ne hai bisogno. Ti amo con il mare calmo che non si gelerà mai e con il fumo che cacci e che mi avvolge. Con la matita per gli occhi verde. Le lezioni di cinese da seguire, altrimenti ti avrei seguito, una buona volta e fanculo le responsabilità, che dopo un mese già non mi vanno più.
Sei bello anche quando parti la domenica pomeriggio e sono senza trucco e senza forze. Con il cuore nello stomaco e gli occhi in bocca, sono qui. E aspettarti per altri quattro giorni tra pinyn e ideogrammi.