martedì 3 febbraio 2009

Il Moet Delle Occasioni Speciali

E scendere le scale e trovare tutto buio. Il tempo di dire 'dove sono tutti?' che si innalza un coro di tanti auguri a te! Il tempo di sorridere davvero contenta, un pò rossa dall'imbarazzo e con gli occhi lucidi perchè davvero non te l'aspettavi. E voler vedere te li in mezzo. Fare il primo brindisi col martini e guardarti negli occhi, augurandoci tanti di questi compleanni insieme. Tutti per noi. Tutti così maledettamente belli, sorridenti, davvero felici. Parli ogni tanto con qualcuno. Ti osservo e penso che li in mezzo, tra quelle persone, non riesco a vedere altri che te. Scarto regali, leggo biglietti. Ringrazio e bacio tutti. Una battuta ogni tanto. Una risata di gusto. E poi via, nell'attesa dell'antipasto salire in camera mia. Ricevere il regalo di cui davvero mi interessa qualcosa. Te. Un tuo bacio. Un tuo abbraccio. Le tue labbra che delicatamente si posano sulle mie sussurrando 'buon compleanno'. Sono 20 ore che sento quelle due parole. E sono 20 ore che rispondo sempre la stessa cosa. Ma tu sei lo schizzo verde sulla mia tavola viola. Ed è come se nessuno, in 17 anni mi avesse mai detto una cosa del genere. Avevo risposto spesso a quell'augurio. Ma con te non avevo parole. Mi inondava una terribile paura di rovinare tutto. Ehi attento, potrei davvero abituarmi a tutto questo. Se non sei fatto per la mia vita, allontanati da ora. Ok no, magari ora resta. C'è la torta, le foto. Gli amici che mi guardano e dicono contenti 'resti comunque la più piccola!' Non voglio essere da sola in tutto questo. Rimani con me. Almeno per stasera. Almeno il giorno del mio compleanno. E tu rimani. Perchè mi vuoi bene. Perchè se mi abbracci non fai altro che stringermi sempre di più per paura che me ne vada. Ma io non me ne vado. Resto qui. A festeggiare, a brindare, a scartare regali, a cadere stremata sul letto a festa finita. Resto qui con l'incessante paura che da un giorno all'altro tu te ne possa andar via. E io ti capirò, davvero. A volte non capisco come non l'abbia già fatto. Ma ogni giorno mi sorprendi, e aumenti in me la paura che tu scompaia come neve sotto il sole. E' il mio compleanno, e l'unica cosa che vorrei sono quattro mura che circondano te. Una prigione fatta di felicità. La nostra. Ti chiamo subito dopo i tuoi auguri, perchè è il mio compleanno, mi concedo di dire quello che non riesco a esprimere in nessun caso. Decido di dirtelo a voce, perchè è più bello, perchè aiuterebbe la mia immaginazione ad avere un'immagine più nitida di te. Ma appena sento la tua voce, a cui non riuscirò mai ad abituarmi, la paura, la vergogna, e l'auto-derisione mi prendono. Come in stazione. E allora davanti a uno specchio, a una me stessa che non sono io, mi guardo e mi fermo. Decido di rimanere silenziosamente complicata spettatrice dei miei pensieri, che non sono poi così tanto confusi, ma che li rendo tali per non darmi pace e cercare qualcosa che mi possa far star meglio. Il mio compleanno è finito. Ora inizierò a godermi il mio ultimo anno da minorenne. Puoi decidere cosa fare. Hai libero arbitrio su tutto. E penso te ne sia accorto.


L'aria da fotomodella vissuta mi sta un pò male.

1 commento:

  1. Invisibile. Tangibile, perchè non anche improponibile, ma comunque vero.

    Guarda meglio tra gli invitati, ti abbracciava ma non c'era.

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