Hai deciso di partire con la notte. Perchè sai che così facendo le notti che seguiranno saranno sempre riempite dal pensiero di noi due. Non volevi svegliarmi. In realtà non ho dormito tutto il tempo. Avevo te vicino a me. Per l'ultima volta. Come avrei potuto dormire? E so che anche tu non hai dormito. Lo percepivo dal tuo respiro più silenzioso e meno intenso, quasi lasciassi spazio all'aria che ci sovrastava.Stai per avvicinarti alla porta e in silenzio ti raggiungo. Mi guardi e mi baci, con quelle labbra a cui non mi sono mai abituata. Perchè ogni volta era un sussulto per il mio stomaco. Come una bambina e il primo bacio. Non chiudi gli occhi, tantomeno io. Restiamo fissi uno nello sguardo dell'altro. Baciandoci. Ti mordo il labbro inferiore quasi a volerti punire perchè stai partendo. Ti stacchi dalla mia bocca e rompi il silenzio dicendomi ''Ci rivediamo.'' Ed è qui che sento un fiume straripare dai miei occhi. Ma lo trattengo. Perchè lo sapevo. A cosa servirebbe piangere? E' stato bello. Ma sapevo che prima o poi saresti andato via. Non riesco a risponderti. Annuisco con la testa. Con una marea di cose da voler dire. O magari volevo solo invitarti a non partire. Perchè non era giusto. Perchè sei stata una delle cose migliori che abbia avuto. Perchè quel pianoforte senza di te sarà solo un oggetto insignificante posto nella stanza solo per arredarla.
Ed eccoti lì. Fuori la porta. Non aspetto che la tua sagoma scompaia nel nulla, così come è venuta. Chiudo e resto senza respiro per lunghi attimi. Divento una statua fatta di sentimenti e lacrime. Ma si, ora posso piangere. Mi lascio far compagnia da un doloroso ricordo. Chissà a cosa stai pensando. Ritorno nella stanza e lo stomaco si stringe e mi prende a pugni. Da sola posso piangere. Da sola. Ora. E per il momento non so trovare un limite.
Eccolo li. Il pianoforte ancora rosso del tuo sangue. Che non toglierò mai. Perchè ogni volta mi ricorderà di esser stata fautrice di un pezzo della tua vita. Non per sempre. Ma lo hai fatto. E per quanto possa far male, mi fa vivere. E' che ora non so cosa farò. Non so per cosa saranno le mie giornate. Ora è arrivato il momento delle domande inutili a cui non risponderò mai. La mia testa s'inonda di pensieri che non condividerò con nessuno. E allora mi butto su quel divano bianco che assorbiva le tue note e me le faceva entrare dentro. E l'unico desiderio è rimanere qui, facendo finta di aspettare te che non arriverai mai. Mai più. Non farmi false promesse. So come andranno le nostre vite. So che il loro incontro è stato solo un passaggio per alleviare i dolori lasciati da qualcunaltro. Ma perchè faccia così male, nonostante tutto, io non lo so.
giovedì 26 marzo 2009
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