lunedì 15 febbraio 2010

domenica 14 febbraio 2010

Condizionali

Stamattina mi sono svegliata con la sensazione che le persone, sempre e comunque, tendono all'autolesionismo indifferente, per paura.


Ho deciso che non sarà mai come un dejà-vu. Mi sono circondata di gente e stavo bene. Ho chiuso gli occhi per l'eccessiva quantità di alcool nel mio corpo, era una scusa per abbandonarmi anche con chi non aveva importanza. Non mi sento migliore di altri, e non lo sono nemmeno.
Vorrei solo essere una novità.
E non detestarti, dopo tutto quello che ho provato e fatto per te.
Barba e abbracci, tutto qui.
Colazione di esperienze che non isegnano proprio un bel niente.
La vita dovrebbe essere fatta solo di prime volte, caffè, città importanti, coincidenze, tavoli per due, treni, gente che sa accontentarsi.
Ma noi, perchè dobbiamo volere sempre di più?

venerdì 12 febbraio 2010

Polmoni nel Cervello

I libri a tutte le ore e in tutti gli angoli e non c'era nessuno che al telefono mi diceva 'non posso venire'.

martedì 9 febbraio 2010

Neve Blu

Devo smetterla di parlarti.
Occhi incellofanati di stanchezza, scuola giuda e ospedali. Scappiamo dal mondo e ci ficchiamo sotto la pioggia. Ci nascondiamo, bagnato il cielo non può vederci. Mi brucia la gola, sto fumando troppo, ma ho bisogno di tenere le mani occupate mentre aspetto il mio turno. Non penso più a nulla, apatia vitale. Ridiamo anche sotto gli ospedali. Tra le urla silenziose della gente e la puzza di malattie infettive. Mi mancherai, cazzo se mi mancherai. Nel frattempo ho diciotto anni ma voglio mostrare che sto bene come farebbe una di quattordici. Raccontando le mie vicissitudini sotto forma di perifrasi. Testimoniando con foto, parole, regali, cuori. Annunciamo il nostro crescere parlando al telefono di giorni impegnati, viaggi programmati senza genitori, temi in lingua straniera. Maturità che di maturo non ci porterà nulla. Ma invece tu, cosa avevi che tanto mi occupava la mente? Cosa c'era che mi spingeva a scappare via nei week end per riscattarmi con passeggiate in parchi solitari sotto la pioggia di maggio? Cosa c'è nelle mie parole ironiche, sarcastiche, completamente senza senso? Ti ricordi quando dormivi poco e io ti seguivo? No. Ed è proprio dai tuoi 'no' non detti che ho imparato Verlaine. Cercavo di più, più poesie, più parole, più disastri che mi distraessero dal reale. Libri che non leggevo perchè il giorno dovevo dormire per stare con te la notte. Non è colpa tua, ebbene. Riscaldavo panchine di ghiaccio la mattina alle sette e quindici per tenermi sveglia e studiare ciò che non facevo il giorno prima. Storia dell'arte a intervalli di pagine di te. Guanti di lana bruciati da accendini verdi a ottanta centesimi. Cappotti marroni macchiati di ruggine, forse ero ubriaca quando è successo. Mi manca scappare tra i vicoli, fermarsi a riflettere e piangere per graffiarsi le guance di stupidità. E ho sempre fumato, perchè mi rendeva più malinconica. Poi passa il tempo, e ci si accorge che non si può piangere di lontananza e idealismo. Un giorno vorrei vivere dove sei tu ora, per vedere se tutte le promesse sono verità incondizionate nel tempo. E per rendermi conto, che sono solo bugie.

lunedì 8 febbraio 2010

Possessività

Scoparsi e basta con il silenzioso a quanto pare non andava bene. Nemmeno per me e le mie bugie dette male.

venerdì 5 febbraio 2010

Sere Feriali

Hai sussurrato urlando che di me non te ne fregava un cazzo. Il tuo cane rimaneva in silenzio e stranamente non ce l'aveva con me. Ti ho accarezzato i rasta. Ti ho sorriso sincera. E poi te ne sei voluto andare continuando ad affermare che di me non te ne fregava un cazzo. Ho iniziato ad odiare il genere umano da quella sera. Non per il male che mi faceva, bensì per il male che non mi faceva. Mi prendevi il viso tra le tue mani. Andava tutto bene quando i nostri cellulari erano in silenzioso.

L'irascibilità la avvicinano all'astinenza. La conosci bene, l'astinenza. Me l'hai detto quando uscivamo allo scoperto dai nostri buchi sporchi di piscio e ruggine.

martedì 2 febbraio 2010

Caffè al Limone.

Chiuderci nelle croissanterie a causa della fame chimica. I miei capelli dicono tutti che sono biondi. Spero ogni giorno che piova, bagnati sembrano più scuri. Siamo i soliti adolescenti che si fanno le canne e credono di saper fotografare. Tu mi fai notare che ormai hai vent'anni. Mi guardi e ridendo mi prendi in giro dicendo che sono troppo piccola, non posso capire. Fra due giorni faccio 18 anni. Mi aiuteranno a far finta di sentirmi quasi come te. Quando scoperemo penserò che è normale tra persone maggiorenni. Quando mi chiederai di venire a vivere con te ti prenderò davvero sul serio. Quando comprerò le sigarette sentirò le mie azioni legali. Continui a ridere mentre ti parlo dei miei progetti. Certi, siamo anche inondati di fumo. Dici di amarmi. Penso che è la prima volta che qualcuno me lo dice in pubblico. Soffocando le mie paure. Superando le mie attenzioni. Apri una bustina di zucchero e la versi sul tavolo. Me lo scrivi. Continuo a non parlare. Fra due giorni faccio diciotto anni e magari tu mi ami proprio perchè sono piccola. Ho quasi paura di crescere. Mangio il croissant alla marmellata di lamponi sperando che sia fatto di pozioni che fermano l'età. O anche il tempo, va bene. Vorrei ricordarti che fra un pò partiremo divisi, e tu mi ami. Che continuerai a disegnare e forse diventerai importante, e tu mi ami. Che siamo in una città che non è la mia, che non è la nostra, guarda quante coppie si baciano, ma tu mi ami. Addirittura dici che una come me non l'hai mai amata. Sono il tuo punto d'arrivo. Ed è proprio questo il problema, che siamo arrivati. Fra qualche mese cresceremo davvero, non solo all'anagrafe. Smetteremo di correre la notte cercando le luci fosforescenti dei distributori di preservativi. Mi dai ragione, e per fare il malinconico domandi cosa ho trovato di bello in te, in noi. Ti rispondo che la prima volta che abbiamo fatto sesso non ho pensato a nulla, soprattutto a nessuno. E' stato questo il bello, che con te anche prima di conoscerti bene non pensavo a nessuno. Però è vero che siamo giovani. Il tempo ci sfugge e otto mesi fa lo chiamiamo passato. Rubi il mio cappello blu per annusare i miei capelli. Non hai mai avuto un interesse per il cuore. Quello non lo possiamo toccare, e poi serve a vivere fisicamente, quando staremo male l'uno per l'altra il cuore comunque continuerà a farti vivere, mi dici sempre. Il naso soffrirà, per non sentire più il tuo odore. Le orecchie, per non udire più la tua voce. Gli occhi, per non vedere più i tuoi imbarazzati movimenti. Le mani, per non toccare più la tua pelle quando hai freddo. La bocca, per non morderti più le spalle. I nostri organi di senso soffriranno e un pò moriranno. Non il cuore. E allora perchè dici di amarmi? Perchè è vero, ti amo con i miei organi di senso. E' bello quando rendi una cosa normale, da tutti, nella nostra cosa. Ti amo con tutti i miei sensi. Suona meglio che con tutto il mio cuore. O forse suona meglio solo perchè esce dalla tua bocca. Ma che m'importa del perchè. Senza rendercene conto è mezzanotte. Ora ho solo ventiquattro ore per rimanere come siamo stati fino ad ora. Poi mi sentirò come te. Prendiamo un caffè per incentivare l'insonnia. Abbiamo deciso che rimarremo svegli per le prossime quarantotto ore. Per goderti gli ultimi sorrisi dei miei diciassetti anni e i primi baci dei miei diciotto. Mi tolgo gli occhiali, e sei l'unica persona che vedo bene anche da lontano.