L'abitudine.
Così me la chiami nei martedì sera mentre mezza nuda nella mia enorme stanza napoletana ascolto le tue parole.
Faccio paragoni inutili.
Propongo soluzioni scarse.
Parlo troppo.
Penso poco.
Una cosa è che i capelli lunghi mi stavano bene, e nessuno voleva me li tagliassi. Forse anche per questo li ho tagliati. Li ho tagliati quando avevo la certezza di lasciarli nello stesso istante lunghi. Quando ho capito che non era così hanno smesso di crescere. Io ho smesso di Sparlare. Fumavo in continuazione e di studio ben poco.
Stamattina ero con G e sono uscite fuori le parole. L'infamia, la mia e quella altrui. Allora penso che oggi è un anniversario al contrario, ma penso anche che sia l'ultima possibilità concessa.
Per il resto non penso nulla, ho in mente D e i caratteri cinesi da imparare che aumentano a dismisura ogni giorno.
Altre città italiane non mi toccano.
giovedì 24 marzo 2011
sabato 19 marzo 2011
lunedì 14 marzo 2011
Diaframmi in estinzione
C'è che dormire tra le tue braccia anche se non me lo merito è la cosa più bella di quest'ultimi anni.
mercoledì 9 marzo 2011
Oggi è nove Marzo e io pensavo che invece il primo Marzo di un anno fa eravamo al mare in cinque e io ero contenta e non sapevo ancora niente. Penso che ad Aprile e Maggio di un anno fa c'erano due vite parallele. A Giugno le vite si son unite ed è successo un bordello.
Mi chiedono spesso di ricordare cosa sia successo quest'estate, con un cortile e un albero. Io ho capito, proprio ora, che devo andare a vedere con i miei occhi di cosa si tratti. Indagare nella mente parallela di altri, pur sapendo -perlomeno per sentito dire- di averla anch'io -e sottolineo mente, non più vita-. Ma non è tempo per la mia mente. Oggi c'è il sole, io ho un paio di jeans nuovi e la casa vuota, data dal fatto che in questa famiglia c'è chi va e c'è chi viene -ma con la consapevolezza di dover tornare sempre. Già, anche se essendo al corrente di questa consapevolezza dovrei pulire un pò la casa.
Stanotte ho sognato che un uomo grigio che profumava di sigarette e letteratura seguiva una ragazza sfacciatamente bella, ma non bella fuori, bella dentro e fuori, bella che non si spiega, affermando poi che c'era qualcuno più fortunato di lui, un certo ragazzo dai capelli mori e gli occhi verdi, che aveva la fortuna di averla. Il modo in cui raccontava la sua storia era così reale che mi son svegliata, lasciando quell'uomo solo nelle sue parole. Ho provato a riaddormentarmi, ma lei non vedeva più bene con i suoi occhi, e quell'uomo grigio era seduto sui sedili posteriori di una macchina e una volta salutata l'aveva baciata, avevo capito che il sogno era finito un sonno fa.
Ci sono tanti motivi per cui io debba correre in quel cortile, il primo è per trovare un albero. In realtà anche il secondo è simile.
Devo trovare quell'albero per vedere quante me sono appese li sopra.
Mi chiedono spesso di ricordare cosa sia successo quest'estate, con un cortile e un albero. Io ho capito, proprio ora, che devo andare a vedere con i miei occhi di cosa si tratti. Indagare nella mente parallela di altri, pur sapendo -perlomeno per sentito dire- di averla anch'io -e sottolineo mente, non più vita-. Ma non è tempo per la mia mente. Oggi c'è il sole, io ho un paio di jeans nuovi e la casa vuota, data dal fatto che in questa famiglia c'è chi va e c'è chi viene -ma con la consapevolezza di dover tornare sempre. Già, anche se essendo al corrente di questa consapevolezza dovrei pulire un pò la casa.
Stanotte ho sognato che un uomo grigio che profumava di sigarette e letteratura seguiva una ragazza sfacciatamente bella, ma non bella fuori, bella dentro e fuori, bella che non si spiega, affermando poi che c'era qualcuno più fortunato di lui, un certo ragazzo dai capelli mori e gli occhi verdi, che aveva la fortuna di averla. Il modo in cui raccontava la sua storia era così reale che mi son svegliata, lasciando quell'uomo solo nelle sue parole. Ho provato a riaddormentarmi, ma lei non vedeva più bene con i suoi occhi, e quell'uomo grigio era seduto sui sedili posteriori di una macchina e una volta salutata l'aveva baciata, avevo capito che il sogno era finito un sonno fa.
Ci sono tanti motivi per cui io debba correre in quel cortile, il primo è per trovare un albero. In realtà anche il secondo è simile.
Devo trovare quell'albero per vedere quante me sono appese li sopra.
lunedì 28 febbraio 2011
giovedì 24 febbraio 2011
Forse in questa casa nessuno si accorge delle pillole che restano sul tavolo dopo pranzo.
In un'altra casa sanno anche come cacciare via il male che si vede e far entrare il bene percettibile solo all'udito.
Qui restano le pillole invece. È pieno di pillole.
E oggi è un giorno senza persone e di transizione. E di pillole.
In un'altra casa sanno anche come cacciare via il male che si vede e far entrare il bene percettibile solo all'udito.
Qui restano le pillole invece. È pieno di pillole.
E oggi è un giorno senza persone e di transizione. E di pillole.
mercoledì 23 febbraio 2011
'hai la faccia deturpata' fa lei.
'hai il cuore andato a male' fa l'altra lei.
'ma sono felice.'
'ma sono bella.'
'come puoi esserlo con gli occhi che sanguinano e la bocca che grida?'
'non lo so. Faccio finta non esista dolore.'
'e tu ce l'hai un cuore?'
'si.'
'è rovinato. Lo so.'
'E tu perché sei felice?'
'perché l'insensibilità mi rende tale. Ho solo un problema.'
'non dirlo.'
'ti amo. Anche con il cuore rovinato.'
'e sei felice anche di questo?'
'no, amarti è il problema.'
Dovevamo prometterci di giocare e basta la prima volta che facemmo l'amore nei motel a poco prezzo, quando bastava poco per sentirsi Verlaine. Il fumo ci ha fatto innamorare di ciò che non siamo. Sei contenta ora che due donne si sono uccise per la seconda volta? Sei contenta mentre mi vedi respirare a fatica e mi tagli tutta l'aria che ho trasformandola in molecole di buio? Il buio delle nostre macchine. Il nero dei graffi mentre cercavo di strapparti la pelle bianca. Bianca come la sabbia senza mare. E così anche io. Un'immensa spiaggia senza acqua. A chi pensi interesserebbe, se non a te e al tempo che non tornerà più?
Questa cosa è stata scritta molto, forse moltissimo tempo fa. Di notte, senza sonno, con una penna blu.
Sono le quattordici e diciotto, e non mi va ancora di studiare.
'hai il cuore andato a male' fa l'altra lei.
'ma sono felice.'
'ma sono bella.'
'come puoi esserlo con gli occhi che sanguinano e la bocca che grida?'
'non lo so. Faccio finta non esista dolore.'
'e tu ce l'hai un cuore?'
'si.'
'è rovinato. Lo so.'
'E tu perché sei felice?'
'perché l'insensibilità mi rende tale. Ho solo un problema.'
'non dirlo.'
'ti amo. Anche con il cuore rovinato.'
'e sei felice anche di questo?'
'no, amarti è il problema.'
Dovevamo prometterci di giocare e basta la prima volta che facemmo l'amore nei motel a poco prezzo, quando bastava poco per sentirsi Verlaine. Il fumo ci ha fatto innamorare di ciò che non siamo. Sei contenta ora che due donne si sono uccise per la seconda volta? Sei contenta mentre mi vedi respirare a fatica e mi tagli tutta l'aria che ho trasformandola in molecole di buio? Il buio delle nostre macchine. Il nero dei graffi mentre cercavo di strapparti la pelle bianca. Bianca come la sabbia senza mare. E così anche io. Un'immensa spiaggia senza acqua. A chi pensi interesserebbe, se non a te e al tempo che non tornerà più?
Questa cosa è stata scritta molto, forse moltissimo tempo fa. Di notte, senza sonno, con una penna blu.
Sono le quattordici e diciotto, e non mi va ancora di studiare.
Iscriviti a:
Post (Atom)
