venerdì 5 febbraio 2010

Sere Feriali

Hai sussurrato urlando che di me non te ne fregava un cazzo. Il tuo cane rimaneva in silenzio e stranamente non ce l'aveva con me. Ti ho accarezzato i rasta. Ti ho sorriso sincera. E poi te ne sei voluto andare continuando ad affermare che di me non te ne fregava un cazzo. Ho iniziato ad odiare il genere umano da quella sera. Non per il male che mi faceva, bensì per il male che non mi faceva. Mi prendevi il viso tra le tue mani. Andava tutto bene quando i nostri cellulari erano in silenzioso.

L'irascibilità la avvicinano all'astinenza. La conosci bene, l'astinenza. Me l'hai detto quando uscivamo allo scoperto dai nostri buchi sporchi di piscio e ruggine.

martedì 2 febbraio 2010

Caffè al Limone.

Chiuderci nelle croissanterie a causa della fame chimica. I miei capelli dicono tutti che sono biondi. Spero ogni giorno che piova, bagnati sembrano più scuri. Siamo i soliti adolescenti che si fanno le canne e credono di saper fotografare. Tu mi fai notare che ormai hai vent'anni. Mi guardi e ridendo mi prendi in giro dicendo che sono troppo piccola, non posso capire. Fra due giorni faccio 18 anni. Mi aiuteranno a far finta di sentirmi quasi come te. Quando scoperemo penserò che è normale tra persone maggiorenni. Quando mi chiederai di venire a vivere con te ti prenderò davvero sul serio. Quando comprerò le sigarette sentirò le mie azioni legali. Continui a ridere mentre ti parlo dei miei progetti. Certi, siamo anche inondati di fumo. Dici di amarmi. Penso che è la prima volta che qualcuno me lo dice in pubblico. Soffocando le mie paure. Superando le mie attenzioni. Apri una bustina di zucchero e la versi sul tavolo. Me lo scrivi. Continuo a non parlare. Fra due giorni faccio diciotto anni e magari tu mi ami proprio perchè sono piccola. Ho quasi paura di crescere. Mangio il croissant alla marmellata di lamponi sperando che sia fatto di pozioni che fermano l'età. O anche il tempo, va bene. Vorrei ricordarti che fra un pò partiremo divisi, e tu mi ami. Che continuerai a disegnare e forse diventerai importante, e tu mi ami. Che siamo in una città che non è la mia, che non è la nostra, guarda quante coppie si baciano, ma tu mi ami. Addirittura dici che una come me non l'hai mai amata. Sono il tuo punto d'arrivo. Ed è proprio questo il problema, che siamo arrivati. Fra qualche mese cresceremo davvero, non solo all'anagrafe. Smetteremo di correre la notte cercando le luci fosforescenti dei distributori di preservativi. Mi dai ragione, e per fare il malinconico domandi cosa ho trovato di bello in te, in noi. Ti rispondo che la prima volta che abbiamo fatto sesso non ho pensato a nulla, soprattutto a nessuno. E' stato questo il bello, che con te anche prima di conoscerti bene non pensavo a nessuno. Però è vero che siamo giovani. Il tempo ci sfugge e otto mesi fa lo chiamiamo passato. Rubi il mio cappello blu per annusare i miei capelli. Non hai mai avuto un interesse per il cuore. Quello non lo possiamo toccare, e poi serve a vivere fisicamente, quando staremo male l'uno per l'altra il cuore comunque continuerà a farti vivere, mi dici sempre. Il naso soffrirà, per non sentire più il tuo odore. Le orecchie, per non udire più la tua voce. Gli occhi, per non vedere più i tuoi imbarazzati movimenti. Le mani, per non toccare più la tua pelle quando hai freddo. La bocca, per non morderti più le spalle. I nostri organi di senso soffriranno e un pò moriranno. Non il cuore. E allora perchè dici di amarmi? Perchè è vero, ti amo con i miei organi di senso. E' bello quando rendi una cosa normale, da tutti, nella nostra cosa. Ti amo con tutti i miei sensi. Suona meglio che con tutto il mio cuore. O forse suona meglio solo perchè esce dalla tua bocca. Ma che m'importa del perchè. Senza rendercene conto è mezzanotte. Ora ho solo ventiquattro ore per rimanere come siamo stati fino ad ora. Poi mi sentirò come te. Prendiamo un caffè per incentivare l'insonnia. Abbiamo deciso che rimarremo svegli per le prossime quarantotto ore. Per goderti gli ultimi sorrisi dei miei diciassetti anni e i primi baci dei miei diciotto. Mi tolgo gli occhiali, e sei l'unica persona che vedo bene anche da lontano.

venerdì 29 gennaio 2010

Follie e Delusioni Notturne

Perchè idealizziamo sempre le persone sbagliate? Quelle che invece sono razionali anche per noi.


Avere lo stesso lenzuolo. Svegliarmi la notte solo per vederti. Non mi piace stare sul lato destro, ma non m'importa, guardo te. Sono ancora le tre. Il tuo respiro è caldo. Riscaldi anche me, ma non lo sai. Sul comodino la sigaretta spenta prima di baciarti. Ho dimenticato il rossetto, ti chiedo scusa. Ho dimenticato anche me stessa. Ma me ne ricorderò la prossima volta, del rossetto. La tua barba è morbida. Mi piace affogarci le labbra ogni volta che mi avvicino. Vedo il tuo profumo. Sento la tua pelle. Stai dormendo come se nulla fosse accaduto. Era quello il gioco, no? E io? Perchè non dormo? Stasera mentre mi baciavi hai sussurrato con le mani che mi porterai lontano, e che le parole non servono. Vorrei chiamarti, e chiederti se hai voglia di rimanere a guardarci i profili da sconosciuti che abbiamo. Ma stai dormendo come se nulla fosse accaduto.

martedì 26 gennaio 2010

Baci nelle Viscere.

Lecco il fumo rimasto attaccato sul dito, e mi metto il rossetto. Dici che con i colori forti sono più bella. Che le ossessioni sono patologie. Che guariremo. Nel frattempo facciamoci del male ridendoci su, mi dici. Giochiamo ad amarci come tutti quanti. Con le conversazioni notturne, i buongiorno con i cuori. I fiori mentali. Il sangue che esce dal naso. Ci chiediamo perchè. Ma non lo sappiamo. Ognuno di noi ha una vita da vivere, che ci facciamo insieme? Sai, sei la prima persona che mi prende la mano senza chiedere sconti. Tu le tue mani me le regali. Non posso accettarle. Non vorrei accettarle. Non devo accettarle. Ma mi incateni le falangi con spighe di capelli viola. I miei. Le tue vene si vedono bene. Sono blu. Le mie invece tendono al verde. Me le stringi. E io vorrei regalartele con la raccomandazione di non buttarle. Di conservarle nelle bottiglie delle birre a pochi centesimi. Non te le dimenticherai mai li dentro. Io conserverò la tua pancia sulla mia. Il tuo odore sul mio collo. Il tuo respiro nelle mie orecchie. Mi giuri che momenti come questi verranno ancora. Con altre persone. Però ci saranno. Siamo stesi sull'erba quando è Febbraio. Rimaniamo sulle panchine a Maggio. Su di noi alberi vestiti di neve. Dov'è il verde? Sulle tue mani, mi rispondi. Hai freddo? Io no, ma vederti tremare fa venire i brividi. Con il viso concentrato sei intento a mischiare tabacco e fumo. Non mi chiedi di aiutarti, ti piace sapere che resto a guardarti. Giuro, te le regalerò le mie vene. Fammi solo girare intorno alla nebbia di fumo e chimica che cacci dalla bocca e poi fermami con le tue mani. Vedo una bottiglia di birra. E' piena di neve. Come le tue ossa. Peròti diverti qui sotto, con me. Ci divertiamo. Forse è il fumo, ma mi sento più bella. Chiedimi di stare ancora un'altra nevicata. Fin quando non ci metteremo sulle panchine, e le bottiglie di birra saranno ancora piene di neve.

domenica 24 gennaio 2010

Talenti

Scioglie il fumo sotto il sole di Gennaio e noto che mi piace guardarlo. Mi diverto.
Mi diverte, a modo suo.

venerdì 22 gennaio 2010

Muti Inganni

Per caso c'era sul mio banco un quaderno. Blu elettrico. Lo apro e leggo mille volte il nome di lei. L'altra sera mentre ero insieme a lui, la padrona di quel nome lo chiama. Lui mi ha detto che non vuole risponderle altrimenti non se la dimenticherà mai. Non ci ho dato peso, ma quel nome forse è davvero così importante. Non dò mai peso ai sentimenti degli altri quando sono con me. In sei lettere vedevo la malinconia. La penna blu gridava mi manchi. Il vuoto delle parole respirava a fatica.
C'eri tu a Milano, ricordi? Ricordi quando mi parlavi della tua lei e dicevi che quando lo facevi, non esisteva nessun altro? Nemmeno io.
Arrivo sempre in ritardo. Mi guardano, mi sorridono, mi dicono che sono piccola. E mi baciano. Io allora continuo a sciogliere il fumo in silenzio, o ad annusare la mia mano che sa di sigaretta e fragola.
'I tuoi occhiali sono davvero belli.' 'Si lo so.'
La gente si comporta tutta allo stesso modo, sempre. O forse sono io che sono uguale nella mia diversità per gli altri.
Se avessi potuto avrei preso il primo treno per venire da te. Con la scusa di vedere le vetrine del centro illuminate a festa per il nostro stare insieme. Con la scusa di vedere il cielo pieno di smog. Con la scusa di incontrare gente nuova, quando della gente non mi importava nulla.
Sono qui e fra qualche giorno faccio diciotto anni. Andrò a Londra. Prenderò un cazzo di diploma e poi me ne andrò. Ma non prenderò mai quel treno. Lo smog mi soffoca. O forse è solo lo stare vicino a te e quei mesi.


Le mie unghie stanno crescendo. I miei polmoni girano su loro stessi. I neuroni chiedono pietà.
La mia lussuria si gonfia. Oggi ho voglia di mangiarmi le mani, ma prima metto lo smalto rosso.

lunedì 18 gennaio 2010

Comme un Voleur qui dérobe

E se ti trovi li, davanti a lei, e tutto quello che riesci a fare è ricordare quanto è bella e quanto quella bellezza fosse tua? Cosa fai poi? Cosa cerchi? Non puoi farle del male. Non a Lei.
Giochiamo con le persone come fossero castelli di sabbia. Facciamolo con tutti, ma non con Lei. Ma no, questa volta non ho voglia di costruire l'ennesimo castello. Finirei per distruggerlo. Come l'amore che provavamo un tempo.
Ci sono delle labbra che puntualmente ricordo quando sono fuori, sul balcone della mia camera fumando in silenzio. Sono morbide. Così morbide che la prima volta che le ho sentite rimasi stupita. Non ci credevo. Beh, quella volta non credevo in nulla, eppure è successo.
Quando non crediamo in nulla succede tutto.
Ecco perchè un anno fa non avevo nulla. Logoranti vite che si accavallavano nel mio stomaco. Ne è rimasta una, di logorante vita, che ogni tanto riappare nelle mie notti. Non mi lascia dormire. No. Perchè seppur io dorma, sono così concentrata a viverla, questa maledetta vita, che è come se stessi sveglia. La mattina sono stanca, la testa mi pesa, e mi domando il perchè debba presentarsi la notte, ora che il giorno è scomparso. Vorrei chiamarti, dirti di smetterla di farmi visita la notte. Ma so che mi risponderesti di non avere colpa. Già, perchè non ne hai mai avute.

Una volta una donna disse: io non voglio che mi dicano che sono una persona fantastica. Io voglio che mi dicano 'sei piena di difetti, ma sei la mia persona.'
Ieri sera l'ennesima persona mi ha detto che sono bellissima. Ci ho voluto credere perchè in quel momento mi sentivo sola.
Cosa trova in me la gente?


Io trovo quello che voglio, sempre. Ma non quello che desidero.
Ciò che desidero è ben lontano. E ancora non so cosa sia. Già. Al momento non desidero nulla. Se non che il tempo si fermi a Settembre. Che il tempo fermi la nostra giovinezza. La crescita dei nostri capelli. Le nostre unghie. I nostri sentimenti. Che il tempo ci fermi così come siamo, perchè siamo perfetti, perchè non ci riteniamo tali.
Ed è proprio perchè lo desidero, che cresceremo.


Dimenticherò mani, labbra, capelli, sorrisi, stomaci, balconi, macchine, freddo, canzoni, bottiglie, cappotti, banchi, libri, appunti, tossico di(e)pendenze.