Secondo me fare l'artista è una sofferenza. No è che ti vedo con quel tuo sguardo spento, mentre fumi una sigaretta e quando facciamo l'amore soffri anche mentre mi guardi. Poi magari ho pensato che si trattasse di me, sai magari non ero io ciò che volevi, ma ti faccio troppo pena per privarmi del tuo corpo sul mio. Solo dopo ho capito che ti piace soffrire. Da quando ti conosco non fai altro che soffrire.
Ti ammiro come fossi un'opera d'arte. Sei la mia sindrome di Stendhal. Troppo banale, hai ragione. Hai ragione. Ma che ci posso fare se averti nella stessa stanza mi destabilizza i sensi.
Ma ti rendi triste da solo pur non rendendoti conto della bellezza che hai nelle tue mani. Le tue mani quando mi spogliano. Le tue mani quando scrivono. Le tue mani quando asciugano le tue lacrime.
Una ragazza mi ha chiesto se avevo un vestito rosso da indossare mentre avrei dovuto leggere alcune tue righe. Mi hai chiesto di andare vestita di verde, perchè è così che sono gli occhi che ti hanno aiutato. Ma i miei occhi non sono verdi.
Però mi ami, mi ami. Si mi ami. Lo dici dal terzo giorno che ci siamo rinchiusi in casa senza cibo ma solo tempere.
E io ti amo, ti amo. Lo penso da sempre. Non te l'ho detto mai.
Vattene via amore mio.
Scappami tra le dita ma e giaci nel mondo che è dentro la mia pancia.
venerdì 29 giugno 2012
venerdì 15 giugno 2012
Voleva solo l'inverno
Era una domenica notte ed il cielo sembrava unico.
Reazioni chimiche sulla mia pelle.
Natura nei tuoi occhi.
Mi bacerai più sotto questi portici il prossimo inverno? Te lo chiesi a tre millimetri dalle tue labbra ma tu non riuscisti a sentirmi perchè avevi troppa voglia di baciarmi, dicevi. Così pensai bene di non porti più domande, almeno fin quando il dolore nel mio cuore fosse anestetizzato dalle tue mani sui miei fianchi. Intanto iniziò a nevicare e tu mi invitasti a salire in macchina. Ma poi per dove? Io non ricordo la strada, non ricordo nemmeno in che città eravamo. Sorridevi, eri felice. Sarebbe stato un peccato mortale distogliere lo sguardo dalle tue movenze color panna.
In un'enoteca fatta in pietra e legno beviamo vino fino al mattino. Labbra rosse, guance rosse, occhi azzurri.
Non ricordo che mese era, ma faceva freddo e avevo caldo. Non badavamo a nulla. Non ci importava di nulla.
A me importava solo di te. Sublimazione della mia pelle quando il tuo corpo mi sfiorava.
Bastò solo una stagione per farmi capire che era un giorno come tanti, semplicemente un pò più fortunato per me. E un giorno in cui non avevi nulla di meglio da fare, per te. Capii solo un cappello di lana in meno che non eri felice, eri solo senza pensieri. Ci vollero ore ininterrotte di viaggio e tre sigarette per farmi costruire sorrisi, e una primavera che non aspettavo per distruggerli. Avrei dovuto porti almeno una domanda. Giusto per soffrire almeno un pò mentre facendo l'amore tu non mi dicevi nulla. Mi bacerai più sotto questi portici il prossimo inverno?
Non credo esisteranno altre stagioni insieme, avresti dovuto rispondermi.
Reazioni chimiche sulla mia pelle.
Natura nei tuoi occhi.
Mi bacerai più sotto questi portici il prossimo inverno? Te lo chiesi a tre millimetri dalle tue labbra ma tu non riuscisti a sentirmi perchè avevi troppa voglia di baciarmi, dicevi. Così pensai bene di non porti più domande, almeno fin quando il dolore nel mio cuore fosse anestetizzato dalle tue mani sui miei fianchi. Intanto iniziò a nevicare e tu mi invitasti a salire in macchina. Ma poi per dove? Io non ricordo la strada, non ricordo nemmeno in che città eravamo. Sorridevi, eri felice. Sarebbe stato un peccato mortale distogliere lo sguardo dalle tue movenze color panna.
In un'enoteca fatta in pietra e legno beviamo vino fino al mattino. Labbra rosse, guance rosse, occhi azzurri.
Non ricordo che mese era, ma faceva freddo e avevo caldo. Non badavamo a nulla. Non ci importava di nulla.
A me importava solo di te. Sublimazione della mia pelle quando il tuo corpo mi sfiorava.
Bastò solo una stagione per farmi capire che era un giorno come tanti, semplicemente un pò più fortunato per me. E un giorno in cui non avevi nulla di meglio da fare, per te. Capii solo un cappello di lana in meno che non eri felice, eri solo senza pensieri. Ci vollero ore ininterrotte di viaggio e tre sigarette per farmi costruire sorrisi, e una primavera che non aspettavo per distruggerli. Avrei dovuto porti almeno una domanda. Giusto per soffrire almeno un pò mentre facendo l'amore tu non mi dicevi nulla. Mi bacerai più sotto questi portici il prossimo inverno?
Non credo esisteranno altre stagioni insieme, avresti dovuto rispondermi.
sabato 2 giugno 2012
Dinamismo intriso di staticità
Quando avevo undici anni e il numero 3 non mi fece vincere una bicicletta nuova, perchè non l'avevo io. C'era mio padre con me quel giorno. Mi dispiace solo di non avergli voluto bene nei precisi istanti in cui era li ad aspettare le mie gioie, come quella di vincere un uovo di cioccolata come premio di consolazione. Io comunque sono sempre stata contenta, anche quando feci lo sciopero della fame perchè andarmene via di casa in cerca di uno sconosciuto non era una cosa ben voluta. Mi dispiace solo del tempo che passa. E ho vent'anni questa sera. Fra due mesi e mezzo partirò per chissà cosa e amare D, mio padre e gli occhi azzurri di mia sorella mi sembrano un buon compromesso.
giovedì 24 maggio 2012
lunedì 21 maggio 2012
mercoledì 14 marzo 2012
that Night has closed his eyes
Sono realmente innamorata dei tuoi occhi quando il sole decide di colorarli di verde.
Quando avevo quindici anni ho conosciuto la parola pain e mi piaceva, perchè mi consolava. Cosa c'entra, mi chiedi. E' che quando le nostre mani si incrociano il mio cuore sanguina e io provo molto dolore ma l'aria che tira profuma della tua schiena e come dice Morrisey, then she left pain. Cosa c'è di male nella nostra storia che mi tiene bloccata sotto le coperte per tutta una vita fin quando tu non deciderai di tornare da me?
Hai un sorriso che anche le mie vene invidiano. Le mie vene di te vorrebbero tutto. Ho i capelli spezzati dalla nostra lontananza. Ma ho anche la coscienza piena di verità che sanno di vicinanza.
Sai, la notte non ricordo più quando l'adolescenza e le sue birre riempivano le mie serate e quelle di qualche altra, oramai, triste persona. Quando eravamo insieme legate da quindici chilometri di linea telefonica.
Sai, la notte non ricordo più.
Sai, la notte cerco te e la tua anima che mi accarezza il collo.
Poi non piango, ma impazzisco senza mezze misure tra il tuo pensiero e i vocabolari bilingue a centoquaranta euro. Mi dispiace amore mio, ma non ho più soldi nemmeno per fare la spesa, come credi che possa tatuarmi i tuoi dispiaceri sui miei fianchi?
Fra qualche giorno partirai di nuovo e non potrò più scrivere inni all'insonnia in nome del tuo bellissimo corpo semi nudo da ammirare in tutta la sua carnale imperfezione. Tornerò a dormire. Tornerò a piangere. Tornerò a vivere di cose ben peggiori che il tuo amore omicida e i tuoi baci stupefacenti. Tornerò. E tu, tornerai nei miei incubi mattutini delle giornate soleggiate camminando per città inquinate, caotiche, enormi, e senza te.
Quando avevo quindici anni ho conosciuto la parola pain e mi piaceva, perchè mi consolava. Cosa c'entra, mi chiedi. E' che quando le nostre mani si incrociano il mio cuore sanguina e io provo molto dolore ma l'aria che tira profuma della tua schiena e come dice Morrisey, then she left pain. Cosa c'è di male nella nostra storia che mi tiene bloccata sotto le coperte per tutta una vita fin quando tu non deciderai di tornare da me?
Hai un sorriso che anche le mie vene invidiano. Le mie vene di te vorrebbero tutto. Ho i capelli spezzati dalla nostra lontananza. Ma ho anche la coscienza piena di verità che sanno di vicinanza.
Sai, la notte non ricordo più quando l'adolescenza e le sue birre riempivano le mie serate e quelle di qualche altra, oramai, triste persona. Quando eravamo insieme legate da quindici chilometri di linea telefonica.
Sai, la notte non ricordo più.
Sai, la notte cerco te e la tua anima che mi accarezza il collo.
Poi non piango, ma impazzisco senza mezze misure tra il tuo pensiero e i vocabolari bilingue a centoquaranta euro. Mi dispiace amore mio, ma non ho più soldi nemmeno per fare la spesa, come credi che possa tatuarmi i tuoi dispiaceri sui miei fianchi?
Fra qualche giorno partirai di nuovo e non potrò più scrivere inni all'insonnia in nome del tuo bellissimo corpo semi nudo da ammirare in tutta la sua carnale imperfezione. Tornerò a dormire. Tornerò a piangere. Tornerò a vivere di cose ben peggiori che il tuo amore omicida e i tuoi baci stupefacenti. Tornerò. E tu, tornerai nei miei incubi mattutini delle giornate soleggiate camminando per città inquinate, caotiche, enormi, e senza te.
mercoledì 7 marzo 2012
Frammenti di una moleskine
Lalalalalalalalalala-la.
Vorrei vederti a giorni alterni fuori dalla mia università con i Super come gli adolescenti. Vederti e baciarti, svuotando gli organi da ciò che mi circonda.
Hai la borsa pesante, dammi un pò dei tuoi pensieri altrimenti le spalle si spaccano.
Viviamo insieme da tre mesi e la notte continuiamo ad abbracciarci come la prima volta che facemmo l'amore tra le lenzuola. Mi diverte imparare caratteri cinesi con le tue labbra che ogni tanto mi baciano.
La nostra casa è luminosa, e tu non scapperai mai da qui, mi dici. Io ci voglio credere perchè sono cresciuta con le mura di questo appartamento. Abbiamo una parete con vini e libri. La sera ridiamo sempre anche se non c'è niente da fare e siamo senza nulla da mangiare.
Già, vorrei vederti a giorni alterni fuori dalla mia università. Giusto per baciarti quando la mia testa è piena di ansie e sentirmi la persona più bella del mondo.
Non abbiamo fretta, ma se avessi più coraggio correrei come non ho mai fatto.
Lalalalalalalalalala-la.
Vorrei vederti a giorni alterni fuori dalla mia università con i Super come gli adolescenti. Vederti e baciarti, svuotando gli organi da ciò che mi circonda.
Hai la borsa pesante, dammi un pò dei tuoi pensieri altrimenti le spalle si spaccano.
Viviamo insieme da tre mesi e la notte continuiamo ad abbracciarci come la prima volta che facemmo l'amore tra le lenzuola. Mi diverte imparare caratteri cinesi con le tue labbra che ogni tanto mi baciano.
La nostra casa è luminosa, e tu non scapperai mai da qui, mi dici. Io ci voglio credere perchè sono cresciuta con le mura di questo appartamento. Abbiamo una parete con vini e libri. La sera ridiamo sempre anche se non c'è niente da fare e siamo senza nulla da mangiare.
Già, vorrei vederti a giorni alterni fuori dalla mia università. Giusto per baciarti quando la mia testa è piena di ansie e sentirmi la persona più bella del mondo.
Non abbiamo fretta, ma se avessi più coraggio correrei come non ho mai fatto.
Lalalalalalalalalala-la.
Iscriviti a:
Post (Atom)
