Notti insonni e segreti che dormono. Dov'è quel velo di confessioni che ci copriva dopo la fascia protetta? Dove sono quelle citazioni scontante, ma benigne? Hemingway, Muccino, Verlaine. La voglia di rimanere infanti ma sentirsi sempre e comunque più adulti degli adulti.
Mi ero promessa di non pensare alle mie azioni. Ho deciso di spegnere il cervello un bel pò di tempo fa. E' sempre andata male. Ma non me ne sono mai curata. E invece ora, vedo te che sorridi davanti a una torta. E io che mando giù l'ennesimo bicchiere di vino. Vedo parole inconsistenti che non vogliono dire nulla. Vedo due persone che come loro nessuno mai. E che adesso sono tornate ad essere superficiali. Mi domando sempre cosa voglio. Cosa pretendo. Cosa sei. Chi sei. Perchè.
Chiudo gli occhi e in mente ho solo due nomi. Due volti. Due situazioni così diverse e le mie sensazioni così uguali. Vedo labbra. Sento voci. Modi delicati e sorrisi sinceri.
Desidererei tornare solo per me stessa. Ma poi una frase, un viso, un cuore, una finestra che lampeggia e me stessa passa in secondo piano.
Fumo per inerzia. Studio per dovere. Sorrido perchè è quello che si aspettano. Non dico nulla perchè potrebbero fraintendere la realtà col mio solito sarcasmo. Resto con me stessa. Lunghi monologhi che non aiutano. Che danno solo libero sfogo ai miei pensieri. Ma che restano tra quelle quattro mura verde acido che sanno fin troppo. Muri che assorbono parole, persone, situazioni che vorrei dimenticare con una facilità tale da non rendermi nemmeno conto che siano accadute. Che le abbia vissute.
Lunghi boccoli che cadono. Mani che si stempiano. Occhi rossi e pancia gonfia. Ho fatto tutto quello che dovevo e volevo fare. E ora cosa mi rimane? Un incessante e delirante dubbio. O forse due. Una sensazione di vuoto ma pieno, inspiegabile. Un viola che sta stretto. E delle parole che non sanno di nulla. Una potenza falsa, temporanea, stupida. Stupida. I miei piercing. I miei capelli colorati. Lo smalto scuro e la pelle chiara. Un anno fa sarei stata felice. Con l'essenziale. Ma l'essenziale è invisibile agli occhi, e forse i miei di occhi ancora non riescono a vedere nulla. Forse è per questo che li mantengo aperti il più possibile.
E come dice Miss C. : Dovevo. Potevo. Volevo.
Ho solo freddo. Tutto qui. Ma non chiedo una coperta. Non chiedo nulla. Rimango silenziosa spettatrice degli eventi.
Sorriso per pochi. Indifferenza per molti.
Un serpente e una stella non possono rovinarmi l'esistenza.
Ti chiederei una coperta se solo sapessi con certezza che tu abbia una coperta. Ma non so cosa nascondi nel tuo armadio. Forse meglio. O solo peggio.
Siamo come Achille e la tartaruga. Scegli tu quale parte avere.
martedì 20 gennaio 2009
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