mercoledì 7 gennaio 2009

Noi Bambine Non Abbiamo Scelta

Dei jeans semplici. Delle scarpe basse. Una maglia scollata quel poco che basta per mostrare quelle giovani e piccole curve. Quel poco che basta per farlo impazzire. Niente trucco. Tiene a ricordare di essere ancora una bambina. Fa di tutto per ricordarlo. Non vuole che Lui pensi di passare le notti con una donna, per poi svegliarsi, tornare alla realtà e vedere una piccola e tenera ragazzina. Una chiamata veloce. ' fra 5 minuti sono sotto da te. i tuoi dormono?' 'si' veloce, ermetico. 'A fra poco' Lei non risponde e riattacca.
E come ogni sera lui la rapirà e le prometterà di portarla lontano. E' la sua droga non Le può far male. La rapirà e La nasconderà nella sua macchina per arrivare nell'ignoto. Mentre parleranno di cose semplici, leggere, per nascondere come sempre quelle mille parole da dire. Parleranno mettendo a confronto le loro vite, così diverse, che ogni sera s'incontrano. Lei racconterà della sua scuola, dei professori e delle cazzate con le amiche. Lui parlerà del suo uffico, dei dirigenti e delle responsabilità con l'azienda. Senza giudicarsi. Senza indagare troppo nella vita dell'altro. Quel manto di parole stupide e superficiali così prevedibili. Quel manto a cui aggrapparsi per non dirsi la verità. Non chiedersi cose che potrebbero rovinare quella sottile linea eretta che li mantiene insieme.
Ed ecco qui, un'altra sera. La stessa macchina, le stesse persone. Loro due.
'Com'è andata la giornata?' 'Si, anche a me faticosa ma produttiva.' 'Beh mi fa piacere del tuo 6 in matematica, si vede che t'impegni.' sembri un padre, smettila, cosa fai.
'si, allora mi merito una ricompensa per gli sforzi.' le notti insonni, le giornate piene di studio e le ore fissa nel vuoto a pensarti, ma non è colpa tua. E' mia che mi sono cacciata in questo guaio.
Lui vorrebbe chiedere tante cose. Se è felice. Se è mai stata innamorata. Se lo ama. Se invece si diverte per il semplice fatto di sentirsi un pò Lolita. La sua Lolita. Ma si limita a non domandare, per paura. E' pur sempre una giovane ragazza, un giorno potrebbe stancarsi di tutto questo e dimenticarsi di Lui. E allora godersi questi momenti fino in fondo. Senza parlare. Arrivare nell'ennesimo hotel, e li far finta di avere la stessa età. Di avere la stessa vita. Di non sentirsi un pò padre e un pò figlia. Amarsi lontano da tutto e tutti. E poi rimanere abbracciati come due amanti e non dormire mai. C'è tempo per dormire, perchè farlo ora. Perchè perdersi tutto di Lui per dormire? E allora no, restare li e sentire i respiri caldi, le mani che s'accarezzano, i piedi che s'intrecciano. E non dire nulla. Come sempre. Le parole strozzerebbero tutto.
Chi sei tu? Perchè hai scelto di imprigionare proprio me? Non sono come te, non lo sarò mai. Passerà il tempo, e troverai chi ti merita di più. Qualcuno che ha la tua età, la tua vita. Qualcuno che potrà definirti davvero sua. Qualcuno che non ti porta in camere d'hotel e si limita ad amarti su di un letto, senza parlare. Troverai qualcuno che ti parlerà, e tu sarai così contenta di sentire le parolemaidette che mi disprezzerai, che ti disprezzerai. E io continuerò a rimanere in silenzio, lontano da te, dalla tua vita.
Si alza dal letto, trascinando con se quel lenzuolo bianco che ha visto tanta, troppa gente. Lasciando intrevedere di sè una schiena bianca, liscia, quasi marmo. Semi coperta da quei capelli castano chiaro un pò stravolti. Saltellando a piedi nudi, sorridendo e lasciando cadere sempre di più quel lenzuolo.
Controlla l'ora, sono le 5. E' finito il loro momento. Una giornata di routine li aspetta, interrogazioni, riunioni, compiti, contratti, riempiono di nuovo la mente dei due.
Ma con un ricordo in più. E mille certezze in meno.

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