venerdì 23 gennaio 2009

Mani Sporche E Cuori Lavati

Intingi le dita nel colore. Te le sporchi cosicchè dopo possa giocare con me, sfiorandomi e macchiandomi. Facendomi diventare un arcobaleno. Usi il blu e fai sentire un pò di dio o dei suoi affini. Usi il giallo per dire che il sole non lo si può guardare in faccia. Il giallo per il potere. Il giallo per il volere. Usi il rosso per l'incombenza del sangue, la dipendenza dal sangue, l'intrapendenza del sangue. Usi il rosso per le radici. Usi il bianco per accendere la luce. Usi il nero per spegnerla. Per accendere l'ombra. Oppure li mescoli e abusi delle migliaia di nuove possibilità. Un vestito bianco che fa da tela. Capelli raccolti per lasciare libero spazio alla tua immaginazione. Una stanza. Due persone. Io e te. E il mondo che da dietro la porta ci spia. Chiedendosi perchè non sia là fuori con lui. Ad essere a sua completa disposizione. A rimanere in silenzio immobile spettatrice dei miei avvenimenti. Ma non me ne curo. Resto in quella stanza perchè quattro mura mi bastano se ci sei tu e le tue dita che mi colorano. Poi tocca a me. E inizio a disegnarti piccoli fiori sul corpo. Immagino che siano velenosi. E che io viva di quel veleno. Solo io. Il mio veleno benigno. Per gli altri? Solo dolore e sofferenza. E mi guardi, mentre ti racconto la storia di quei fiori. Mi guardi e sorridi. E non riesci bene a nascondere quell'espressione incerta e un pò terrorizzata dal mio sadismo. Ma in fondo sei felice. Si lo so, me lo sento. E ti prego, non convincermi del contrario. Altrimenti quei fiori potrebbero trasformarsi in lame appuntite che lacerano la pelle. La mia. La tua. Ma non voglio pensarci. Voglio vedere i nostri corpi intatti. Lisci. Colorati. Non voglio sapere cosa tu possa avere in mente al momento. Vorrei non avessi nulla. Ma mi rendo conto del fiume di pensieri che ti scorre in testa. Vorrei esser capace di prosciugarlo. Ma magari sono solo capace di farlo straripare. Non credo in nessuno. Solo nel potere che hanno quei colori su di noi. Che ci fanno venire ancora più voglia di sporcarci, toccarci, deriderci.
I colori si seccano. E bisogna pulirsi. Io non ne ho voglia. Rimarrei li per un'altra eternità. Per sempre colorata. Colorata da te. Ma devi andare. Mi colori per un'ultima volta e vai. Ti ripulisci. Io desidero solo restare li. Stesa in quell'orgia di colori infinita che mi permette di assaporare quello che hai lasciato di te. Ma poi arriva il tempo in cui il mondo si stanca di spiarmi. E mi riprende. Mi pulisce. E rinizia tutto da capo. Io immobile spettatrice dei miei avvenimenti. Piangerò. Ma potrò finalmente dire di aver vissuto. E allora che il mondo mi riprenda. Mi immobilizzi. Mi lasci cadere le lacrime bollenti senza nemmeno asciugarle. Una Maddalena metropolitana. Fate quel che volete. Chi volevo c'è stato. Non mi serve un per sempre. L'abitudine magari mi ucciderebbe.



Usi il verde per vedermi sorridere.

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